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Armenia

I monasteri appollaiati del Lori

Il canyon del Debed, con le pittoresche falesie di basalto, è di per sé uno spettacolo che si trova quando si entra in Armenia dalla Georgia. Pensando a questa solitudine rocciosa, si fa fatica a immaginare i gioielli artistici che vi si nascondono. Seguire la strada dei monasteri del Lori è un'esperienza mozzafiato. Dominano i canyon dall'alto, facendo mostra di un'architettura austera e maestosa, e hanno attraversato i secoli: sono i garanti dell'identità armena e invitano alla contemplazione.

Due santuari, Sanahin e Haghpat

Lontani tra loro di appena qualche chilometro, ognuno sul proprio promontorio, sull'altopiano che domina il canyon del Debed, i monasteri di Sanahin e Haghpat sono due mete imperdibili del paese. Questi monasteri medievali, costruiti tra il X e il XIII secolo, sono molto ben conservati e sono entrambi inseriti nel patrimonio mondiale dell'UNESCO. Hanno giocato un ruolo fondamentale nella preservazione della cultura armena, e nel corso della loro storia hanno accolto scrittori, calligrafi, miniatori e poeti di grande talento. Si arriva al monastero di Sanahin prendendo la teleferica da Alaverdi e poi camminando, a partire dal villaggio di Sanahin. La chiesa principale stupisce per la ricchezza delle sculture: khatchkar e bassorilievi, capitelli, fregi, la finezza della decorazione, sia all'esterno che all'interno, è impressionante. Nel XII secolo ospitava una famosa scuola di medicina. Ridiscendendo nella valle e poi risalendo sull'altopiano all'altezza del villaggio di Haghpat, si troverà quella che viene chiamata la "perla del Lori". Questo stupendo monastero è quasi rimasto allo stesso stato in cui era nel medioevo. Centro culturale maggiore d'Armenia durante l'epoca d'oro bagratide, le dimensioni sono davvero equilibrate e le sculture raffinate. Lo spazio invita alla serenità.Sia sul piano paesaggistico che su quello estetico, esprime l'idea stessa del misticismo armeno. Qui ha vissuto il poeta Sayat Nova, quando nel XVIII secolo tornò ad essere un grande centro culturale.

Monastero di Haghpat

Sul sentiero dei nidi d'aquila

Il canyon del Debed pullula di siti ecclesiastici eretti in perfetta armonia con il paesaggio vulcanico. Vicino a Haghpat, il monastero di Akhtala, in valle affluente, è un superbo complesso del XIII secolo la cui chiesa sfoggia affreschi magnifici. Risalendo la valle, si fanno bellissime scoperte, anch'esse appollaiate sui contrafforti dell'altopiano basaltico che domina, vertiginoso, il canyon. Odzoun, villaggio d'altura, ospita una magnifica chiesa del VII secolo, perfettamente conservata. A 1 km dal villaggio si trovano, di fianco alla falesia, le affascinanti rovine del monastero Horomayr. Ci si chiede come abbiano fatto degli uomini a costruire delle chiese e a vivere qui, con centinaia di metri di baratro sotto i piedi! Scendendo ancora a valle e poi salendo di nuovo, si trova il villaggio di Ardvi che ospita un tesoro: il monastero di San Hovhannes, con le due chiese parzialmente distrutte ma che mostrano ancora una bella architettura, come ad esempio la "doppia basilica". Vicino ad Ardvi c'è anche il monastero di Kobayr, in rovina, con l'abside conservata e ricoperta di magnifici affreschi. Proseguendo il viaggio verso Stepanavan, nella valle del Dzoraget e dell'Urut, si trovano altri gioielli come la chiesa di San Giorgio di Sverdlov o le rovine del monastero di Hnevank.      

Chiesa di Odzun

Nicolas Landru
83 contributi
Aggiornato il 14 aprile 2016
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