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Armenia

Trekking: una traversata dei Monti Geghama

Culminante a 3.597 metri con il monte Ajdahak, il massiccio dei Geghama è il terzo più alto dell'Armenia, dopo l'Aragats e il Zangezur (Syunik). La sua parte centrale, un alto alpeggio deserto coperto di neve anche in estate, affascinerà tutti gli amanti della montagna e, ovviamente, gli amanti dei vulcani. Questa distesa di natura aspra, maestosa e spoglia, si presta perfettamente ai trekking durante un viaggio in Armenia, tanto più che ad attraversarla da est a ovest, da Tsaghkashen alle rive del Sevan a Geghard nel Kotayk, non percorrerai che una trentina di chilometri. Si può compiere dunque con un solo bivacco. Scoprirai altre meraviglie della natura, come il lago Akna e il canyon dell'Azat, e troverai anche come ricompensa uno straordinario sito storico.

Dalle rive del Sevan alla cima dell'Ajdahak

Sulla stretta fascia costiera del lago Sevan, già situata a 1900 metri d'altitudine, il villaggio di Tsaghkashen è il più incastrato tra i Monti Geghama e quindi costituisce il punto di partenza ideale per un trekking attraverso il massiccio. Scalerai i pendii rocciosi e sconnessi di questo versante particolarmente secco, caratteristica comune a tutto il massiccio del Sevan. A quel punto sarai a circa 12 chilometri dal Monte Ajdahak, ma ti consiglio di prendere la deviazione per il lago Akna, uno dei più bei laghi di alta montagna di tutta l'Armenia. Questo lago vulcanico dalla forma leggermente svasata ha sempre dei colori magnifici, luminosi e freddi allo stesso tempo, come se la vicinanza del cielo li potesse davvero influenzare. Nel raggiungerlo, arriverai ai 3000 metri e avrai già compiuto ben 1000 metri di dislivello. Seguirai poi questo crinale, camminando verso sud in direzione dell'Ajdahak e passando quindi in prossimità di altre cime maggiori della catena. Poi, arriverai all'affascinante Monte Ajdahak, un vulcano conico il cui cratere ospita un lago. Scalerai le sue pendici e ti guadagnerai una vista straordinaria sui massicci dell'Aragats, dell'Ararat, sulla pianura di Yerevan e sul lago Sevan. Il luogo è ideale per un bivacco.

Discesa nella valle dell'Azat

Fermandoti lì, forse avrai visto l'alba sul Sevan. Comincerai quindi la tua discesa sul versante Kotayk dei Monti Geghama. Troverai il letto dell'alto Azat, il paesaggio a questo punto diventa più mediterraneo rispetto all'altro versante. Lascerai la landa per la macchia, ci sarà persino qualche albero. Scendendo lungo il fiume, scoprirai le magnifiche falesie che si delineano lungo il letto dell'Azat, trasformandosi rapidamente in canyon.

Il sito di Geghard in inverno

In mezzo alle falesie di basalto, puntellate da formazioni a canne d'organo, arriverai a piedi, come facevano una volta gli eremiti, al monastero molto spirituale di Geghard. Questo luogo perfetto per la contemplazione è un sito di spicco dell'arte ecclesiastica armena, costruito nel XIII secolo con tecniche parzialmente troglodite. La sua chiesa principale è davvero notevole, così come i suoi bassorilievi e khatchkar. Da lì, il percorso verso Yerevan ti porterà necessariamente a Garni, tappa di prima scelta, con il suo tempio ellenistico e il suo canyon sull'Azat, qui particolarmente spettacolare con le sue immense canne d'organo basaltiche. Vuoi concederti forse il lusso di terminare a piedi questi ultimi 7 chilometri (in discesa)?

Nicolas Landru
83 contributi
Aggiornato il 8 aprile 2016
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