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All'assalto delle cime occidentali

La Birmania (oggi chiamata Myanmar) offre numerose possibilità di trekking e possiede alcune cime davvero impressionanti (tra cui il Hkakabo Razi, che culmina a 5881 metri), le quali, tuttavia, troneggiano di solito nelle regioni più remote e molto difficili da raggiungere. Il Nat Ma Taung, raggiungibile da Bagan (o Pagan), è un'ottima opzione per intraprendere un trekking serio durante il tuo viaggio in Birmania.

Un trekking magnifico e accessibile

Questo trekking di circa una settimana può essere una buona opzione se si vuole continuare sulla scia dell'imperdibile visita del sito di Bagan. Dopo aver visitato questo incredibile sito archeologico e le meraviglie dell'architettura umana di cui è testimone, perché non continuare il percorso naturale di scoperta dei paesaggi offerti dalla natura birmana e le cime occidentali? Anche questa, infatti, non è da meno e la settimana che passerai ad avanzare verso il Nat Ma Tung ti incanterà in egual misura.

Consiglio caldamente, per questioni di tempo, di effettuare parte del tragitto in 4x4. La marcia in sé durera minimo 5 giorni, tempo sufficiente per approfittare del paesaggio. Noleggia quindi una jeep per raggiungere il parco nazionale del monte Victoria. Partendo da Bagan, dovrai arrivare a Chauk, attraversare il fiume Irrawaddy e salire le colline che si estendono al di là di esso, insinuandoti così all'interno dello Stato Chin. La traversata è delle più interessanti e avrai l'occasione di passare tra villaggi e paesaggi dove sono già presenti sfumature delle particolarità di questa zona remota. Come spesso accade in Birmania, potrai venire a contatto con le etnie del luogo (qui conosciute per i tatuaggi sul viso esibiti dalle donne).

Dopo un breve avvicinamento, la marcia può cominciare

Il cammino comincia da Kanpetlet, ti consiglio anche di trovarti una guida e di prenotare una jeep per il ritorno prima di arrivare in questo villaggio, se non l'hai già fatto. Il sentiero si addentra poi nel parco nazionale, uno spazio di natura incontaminata dove si potrà approfittare, lungo il percorso, della ricchezza della natura birmana, in particolare di una flora e di una fauna a volte endemiche. L'orchidea nera, benché rara, è di gran lunga la regina del luogo.

Il percorso è costellato di piccoli villaggi modesti, dove potrai passare la notte ed eventualmente fare rifornimento di provviste. Le strutture sono ovviamente rudimentali e in generale potrai scegliere tra alloggi locali o semplici capanne di bambù bellissime (il massimo dell'autenticità, in ogni caso).

Arriverai in cima dopo una salita finale di una decina di chilometri, da dove potrai ammirare la pagoda situata non lontana dalla cima, nonché, ovviamente, il panorama magnifico. Seguirà una discesa di circa 7 km, fino a un punto dove una jeep potrà venirti a riprendere. Bisogna notare che questo tragitto è al momento il più proposto dalle agenzie di trekking e ti consiglio di affidarti a una di esse perché fare tutto da soli richiede una buona dose d'organizzazione, di lungimiranza (importanza dei pernottamenti) e qualche giorno in più per scendere a piedi fino al primo villaggio o un colpo di fortuna per trovare una jeep disponibile sulle strade di queste terre selvagge.

Marc Sigala
69 contributi
Aggiornato il 24 marzo 2016
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