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L'Egitto ai giorni nostri

L'Egitto ha conosciuto, a partire dal 2011, un periodo di crisi politica. Nel settembre 2005, in seguito al suo quinto mandato, il potere di Hosni Mubarak è stato contestato con rivolte sociali, a causa di una serie di provvedimenti sulla sicurezza e di una limitazione della democrazia. In particolar modo la scelta del figlio Gamal come suo successore ha alimentato il malcontento tra la popolazione e segnato la definitiva frattura tra Mubarak e il popolo egiziano.

Una nuova era inizia in Egitto con la rivolta del 25 gennaio 2011, al Cairo. L'11 febbraio 2011, Mubarak rinuncia ai suoi poteri e, nel gennaio 2012, i Fratelli Musulmani (Partito Libertà e Giustizia) vincono le elezioni. Contestato dagli Egiziani a partire dal 2013, il Presidente Mohammed Morsi è destituito dall'esercito il 3 luglio 2013.

Viaggiare nell'Egitto di al-Sisi

Nel maggio 2014, il maresciallo egiziano Abdel Fattah al Sisi viene eletto Presidente della Repubblica con il 96% dei voti, a suffragio universale. Gli Egiziani vedono in al-Sisi un uomo carismatico in grado di portare stabilità. Ma la nuova situazione politica ha poco impatto sulla vita quotidiana dei turisti. In ogni caso, vale la pena prendere in considerazione la realtà interna dell'Egitto e le minacce terroristiche, in particolar modo nel nord del Sinai (Rafah); da ciò deriva la necessità di rispettare le direttive circa la sicurezza, stabilite dalle autorità che hanno anche condotto operazioni contro le cellule terroristiche.

L'importanza del turismo in Egitto

Le autorità egiziane si preoccupano di garantire la sicurezza dei turisti che visitano l'Egitto. Il turismo rappresenta, infatti, una risorsa essenziale per l'Egitto: costituisce il 7% del PIL, ovvero 7,5 miliardi di euro nel 2010, e occupa un Egiziano su otto. Alcune manifestazioni della "Primavera egiziana" hanno coinvolto i turisti; sfortunatamente, il 16 gennaio 2014, ha avuto luogo un attentato contro i turisti: si tratta dell'unico attacco terroristico che ha avuto un obbiettivo straniero, dal febbraio 2009.

Anche quando i Fratelli Musulmani erano al potere, i loro rappresentanti hanno assicurato agli osservatori occidentali la stabilità delle garanzie di sicurezza per i turisti stranieri. L'Egitto resta sempre un Paese accogliente e i suoi siti, tra i quali molti sono Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, attirano ogni anno tantissimi visitatori.

La sfida del turismo sostenibile

L'afflusso di milioni di visitatori costituisce una vera e propria sfida per l'ambiente egiziano, in particolar modo per i suoi siti archeologici. Il deterioramento dei rilievi e dei dipinti allarma gli archeologici. Le autorità hanno preso coscienza del danno e chiedono ai turisti di rispettare gli splendori dell'Egitto faraonico: bisogna evitare di arrampicarsi sulle rovine, staccare frammenti di monumenti come ricordo, toccare le pitture murali e così via. É superfluo sottolineare che la sopravvivenza dei siti dipende dalla responsabilità di ognuno.

Da molti anni, l'Egitto porta avanti una politica più rispettosa dell'ambiente. Questa politica riguarda soprattutto la protezione della fauna sottomarina nel Mar Rosso e nello Stretto di Tiran, all'entrata del Golfo di Aqaba: sono state schedate oltre 1000 specie di pesci (squali, razze, tartarughe, delfini).

I Parchi Nazionali sono oggetto di una politica di tutela da parte delle autorità: ci sono una ventina di aree protette, tuttavia le azioni intraprese variano spesso da un sito all'altro. Alcuni luoghi si caratterizzano per il loro legame con l'ambiente, in particolar modo il Mar Rosso: il Parco Nazionale di Ras Mohammed accoglie numerosi visitatori, ma è noto anche per le sue iniziative a favore dell'ambiente (divieto di costruire hotel, accesso per i turisti limitato al 12% del parco, limite al numero di barche per le immersioni).

Fondale marino nel Parco di Ras Mohammed

Latéfa Faïz
176 contributi
Aggiornato il 29 ottobre 2015