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Esperienza di viaggio
Madagascar

Gaia
Gaia
ha adorato il suo viaggio in Madagascar

Io(Gaia) e Lorenzo abbiamo iniziato il nostro viaggio con il volo da Milano il giorno 12 Novembre, con arrivo il 13 Novembre nel primo pomeriggio.Dopo la sosta della prima notte, a Nosy be, deludente, il giorno successivo è iniziata la vera avventura in compagnia della nostra guida, Adirany, un ragazzo cresciuto in una tribù vicino alle piantagioni del cacao nel Nord del Madagascar. L'università lo ha portato a fare questo lavoro con passione. Ma tutto ciò he rappresenta la sua cultura, le credenze, la vita nei villaggi rurali, le storie più strane, che sanno di magia, gli ha permesso di raccontarci il Madagascar come nessuno avrebbe potuto fare. Viaggiando lungo una strada di 250 km, dove ai bordi scorre lenta la vita di villaggi fatti di capanne, vegetazione lusureggiante, alberi di Mango, banane, papaya, liches, di donne che lavano i panni nei fiumi, di zebù che trainano un aratro nei campi, di mercati colorati, siamo arrivati alla prima destinazione, il parco di Antisarana. La vegetazione prima rigogliosa con lemuri nascosti tra i rami, fa posto agli stingy grigi, una distesa lunare di guglie e poche piante tipiche di un paesaggio desertico, affascinante. La sera abbiamo raggiunto il black lemure park, un lodge costruito da francesi ma gestito dalla tribù locale. Accogliente, grazie alle persone che lo gestiscono ed alle camere spaziose. La cucina malgascia di una signora sorridente e rotonda. Dopo la notte ricca di suoni, del profumo di fiori che con il loro ritmo circadiano profumano l'aria nel buio, la mattina siamo stati accompagnati da tre guide locali fantastiche in un trekking nella foresta. Apprezzatissimo, lontano dai sentieri comuni, dove i lemuri correvano sugli alberi, strani millepiedi, formichieri e animaletti vari camminavano ai bordi degli alberi. I pappagalli ed uccelli colorati riempivano di suoni il nostro cammino. La sosta alle piscine naturali ed il pranzo al lodge: la mattina il tempo non prometteva bene ed abbiamo preferito tornare piuttosto che attrezzare il pick nick. Nel pomeriggio le nostre guide, ragazzi cresciuti nel villaggio, che hanno da sempre giocato e scovato posti nascosti, ci hanno accompagnato in una grotta con stalattiti e pipistrelli: divertentissimo! Alle 7, quando la luna era alta ne cielo, l'ultimo trekking nel silenzio, con le torce, alla ricerca del mice lemure, il più piccolo lemure notturno con il muretto bianco e gli occhi luminosi. Dopo la cena e la notte lontano dai rumori, la mattina siamo partiti presto... non senza la ricca colazione con frittelle e banane fritte preparate dalla cuoca, succhi di frutta e frutta fresca squisita. Dopo 1 ora di strada il parco degli Tsingy Rouge, una distesa di guglie in una vallata segnata dal vento, del colore dell'ocra, con tutte le sue sfumature. La sosta per il pranzo squisita, in un posto pieno di fiori nel parco delle Montagne d'Ambra. Nel pomeriggio, sotto la pioggia, con una guida esperta abbiamo continuato la nostra avventura, in un parco ricchissimo di piante della foresta pluviale, piccoli camaleonti che stavano nel palmo di una mano, una mangusta, la pianta dell'ambra, che rilascia una resina profumata che permette anche con un piccolo legno bagnato di accendere il fuoco. Attraverso il sentiero siamo arrivati alla cascata sacra, dove il riso ed il miele vengono lasciati per le anime degli antenati. Interessantissime tutte le piante medicinali che la gente comune utilizza in una saggezza tramandata. La sera siamo arrivati a Diego Suares, con un hotel sul mare, apprezzatissimo come il ristorante vicino con ottima cucina. Il sabato la visita alle tre baie, la più bella quella delle dune con sabbia bianchissima ed il silenzio. Il pranzo in un villaggio di pescatori, con colori accesi, galline che zampettavano, pesce buonissimo. La sera Adirany ci ha accompagnato in centro. Come Nosy be, anche Diego Suares purtroppo rivela quei lati oscuri come la prostituzione, lo sfruttamento da parte di uomini sopra la sessantina, occidentali, accompagnati da ragazze giovanissime. Il giorno successivo siamo tornati con la nostra 4 x4, ed un autista abilissimo, lungo la strada ricca di vita dalle 6 della mattina. Ad ora di pranzo eravamo a Nosy be, per la sosta di un pomeriggio ed una notte al Vanila hotel. Confortevole, ma è il resort che non fa per chi cerca la vita vera del Madagascar. Per una notte tuttavia è un posto comodo dove vedere il tramonto e cenare ai bordi della piscina. Il lunedì siamo partiti dallo Zahir lodge con una barca, verso la nostra meta: Nosy Ianja. Nel percorso abbiamo avvistato due squali balena, sorprendenti. All'arrivo, mi sono tuffata tra le tartarughe, più grandi di me, per nuotare insieme. L'isola incantevole di sabbia bianca, il lodge accogliente, costruito nel rispetto del villaggio di pescatori e di donne che ricamano parei e tovaglie. I colori vivaci, i blu intensi, il verde della vegetazione, eppure mutevoli nei giorni, scanditi dall'alta e bassa marea insieme alla luna che si faceva piena. Dopo le 3, quando i turisti se ne vanno, rimangono i bambini che giocano, le ragazze che pescano piccoli pesciolini, la gente che si organizza per viaggiare nelle loro piroghe per un matrimonio nell'entroterra del Madagascar, sorridenti, scherzosi.. Le spiagge sono tre, la principale una lunga lingua di terra che si congiunge con un'isola privata con la bassa marea. La seconda, lunghissima con palme, acqua turchese e sabbia finissima. La terza, con le mangrovie dove nuotano le tartarughe nell'oceano color smeraldo. Tre notti scorrono veloci, lontano da tutto e da tutti. Con il loro ritmo lento...mora mora..piano piano, come dicono loro. Io e Lorenzo ci siamo innamorati di quest'isola, delle persone, del nostro tempo finalmente ritrovato. Il giovedi pomeriggio siamo ripartiti per Nosy be, con arrivo allo Zahir lodge. Personalmente più apprezzato dei resort. La spiaggia di Nosy be è scura, il mare anche. Le alghe verso sera si concentrano verso la poca sabbia che rimane con l'alta marea. Se ci si ferma a guardare, l'interesse sociologico è importante. Turisti, che mi chiedo come facciano a fermarsi per 1/2 settimane a Nosy be. Uomini oltre la sessantina, occidentali, in alloggi comodi dove trovano ragazze belle e giovani, pronte a prostituirsi per pochi soldi. Pescatori di ritorno dal mare con le loro piroghe. Una vecchietta, magra, con accanto una bambina. evidentemente poverissime. Lei, puliva pesciolini, seduta ai bordi della spiaggia,tra le alghe. Quando le ho chiesto di fotografarla le ho dato un pò di soldi. Mi ha la sua povecolpito la sua povertà e dignità allo stesso tempo. Mi ha sorriso, alzandosi, con la sua bocca senza denti e gli occhi buoni. Il giorno seguente Nosy Komba, l'isola dei pescatori, con un parco con lemuri, camaleonti, un boa addomesticato. Dopo il tour del nord e Nosy Iranja per noi è stata troppo turistica. Ma per chi rimane solo a Nosy be, senza dubbio è il modo per vedere la gente del posto, la vegetazione e gli animali. A seguire Nosy Tanikely, con una piccola barriera corallina, costituita 5 aa fa, ma ancora troppo giovane per l'affollamento dei turisti. Per fortuna una parte di isola è un parco protetto inaccessibile. La riflessione va sempre al rispetto della natura e dei posti che incontriamo nei viaggi. Non sono nostri, non abbiamo il diritto di rovinare ciò che di bello esiste. Sabato, l'ultima mattina prima del viaggio. Abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo al mercato, senza dubbio più vero ed interessante della spiaggia di Nosy be. Frutta colorata, spezie, pesce, la galline in una cesta tipica, i volti. Un tuc tuc ci ha accompagnato per l'ultima volta lungo le strade fatte di vita, villaggi, zebù, mercatini. Nel pomeriggio siamo partiti per tornare in Italia. Senza dubbio abbiamo toccato il vero cuore del Madagascar.
Dettagli del viaggio
Viaggio effettuato
in coppia
Periodo di viaggio
13 novembre 2018
Prezzo del viaggio
Elevato

Un viaggio organizzato con un operatore locale

Gaia
Gaia
26 novembre 2018
Gli aspetti positivi:
L'avventura, i parchi, i racconti della nostra guida,Adirany, sulle tradizioni, credenze delle tribù, i colori dell'ocra degli tsingy rouge, la vita che scorreva lungo la strada nel tour del nord, il black lemur park gestito dalla tribu' del posto, cosi attenti a farti sentire bene; la cucina della cuoca e delle ragazze, il percorso nella foresta alla ricerca dei lemuri, i suoni,i profumi, i camaleonti. A Diego Suares le baie , soprattutto quella delle dune, incantevoli. iI pranzo al villaggio dei pescatori, in un ristorante caratteristico, colorato e molto vivo, con le galline che zampettavano nella normalità del Madagascar. Il mare e le spiagge bianche e mutevoli con l'alta e la bassa marea di Nosy iranja, le tartarughe con cui nuotare, la gente, il loro sorriso, le ragazze che pescavano insieme con un lenzuolo/rete, i bambini che giocavano, la luna piena sulla lingua di sabbia scoperta la sera, il silenzio interrotto dai canti che venivano dal villaggio
Gli aspetti negativi:
Nosy Be: il primo hotel, M*** Hotel, con aspetto decadente. La spiaggia di Nosy Be, dove lo sfruttamento da parte di uomini occidentali accompagnati da ragazze malgasce giovanissime è evidente. Le alghe ed il colore scuro del mare. Certo, un posto dove fermarsi una notte per spostarsi, ma non per rimanere.
Niry
Risposta del tour operator
Niry
Ciao Gaia e Lorenzo. Grazie per la vostra testimonianza di viaggio, e per la vostra sensibilità...Siete riusciti a toccare la vera anima del Madagascar, che nonostante i tanti problemi, è ancora pulsa...Ciao Gaia e Lorenzo. Grazie per la vostra testimonianza di viaggio, e per la vostra sensibilità...Siete riusciti a toccare la vera anima del Madagascar, che nonostante i tanti problemi, è ancora pulsante e viva. Bellissime parole, magnifiche immagini, spero possiate portare nel cuore ricordi dolci, sorrisi, e gesti antichi della vita che in Madagascar score ancora mora mora!!! Tanti saluti e Veloma NiryVedi di più