Dove partire?
  • Con chi parti?
  • Cosa vuoi fare?
  • Quando parti?
  • Che tipo di viaggio cerchi?

Il festival del Naadam in Mongolia

Le corse di cavalli, il tiro con l'arco e la lotta sono i tre giochi emblematici del festival. È un evento da non perdere durante un viaggio in Mongolia nel mese di luglio. Buon umore e spirito di gioco garantiti per tutta la durata del festival!

Un festival memorabile

Durante un viaggio in Mongolia, il Naadam rappresenta un momento davvero magico. I giochi hanno un ruolo centrale importantissimo, anche quelli che non fanno parte dei cosiddetti giochi per uomini, come gli astragali. Inoltre, si mangia molto, numerosi stand vengono installati per servire piatti tradizionali (buz, khushur ). Sono dei bei momenti da trascorrere immersi nelle tradizioni.

Anche se il Naadam di Oulan Bator è il più strabiliante, quelli celebri nelle città di provincia sono più piccoli ma anche i più calorosi ed accoglienti.

I giochi di Naadam

Le corse dei cavalli sono al centro dei festeggiamenti. Saper montare a cavallo fa parte del DNA mongolo da molti secoli. Già i feroci guerrieri dell'esercito di Gengis Khan seminavano il terrore a cavallo, conquistando territori. Un Mongolo senza cavallo è impensabile, al punto che questo animale è rispettato e adorato. Dunque, ha ottenuto un ruolo centrale durante il Naadam.

Durante i due giorni di festa, vengono organizzate delle corse in base a diverse categorie: i cavalli giovani, quelli di età media e quelli adulti. Ad ogni cavallo corrisponde un cavaliere di età equivalente. Infatti, si inizia a cavalcare a partire dai 5 anni. La distanza percorsa varia allo stesso modo in funzione dell'età del cavallo su un percorso che varia dai 12 ai 35 km.

Si comprende dunque, vedendoli cimentarsi in un galoppo sfrenato, che i Mongoli ce l'hanno veramente nel sangue! Sono impressionanti sulla loro sella, vestiti con i loro abiti tradizionali. Il cavallo più veloce viene decorato con una sciarpa blu (khadag), e l'allevatore, il cavaliere e il cavallo vengono omaggiati.

Anche la lotta mongola è altrettanto popolare. Un po' come il catch, è un combattimento spettacolare con numerose regole. In questo sport di combattimento, i rituali sono importanti. È un vero spettacolo che si svolge sotto gli occhi del pubblico.

I lottatori portano tutti lo stesso costume: il shuudag (una culotte larga), le zodag (un bolero) e gli stivali tradizionali mongoli. Prima che il combattimento abbia inizio, i due avversari fanno la danza dell'aquila, che rappresenta una dimostrazione di forza. Dopo, i due lottatori consegnano il loro copricapo all'arbitro e poi il combattimento comincia. Colui che tocca per primo il pavimento con qualsiasi parte del suo copro (eccetto i piedi ovviamente) perderà il combattimento. Dunque dovrà disfare il cordone del suo abito e passare sotto il braccio del vincitore. Dopo, uscendo dall'arena, dovrà battere le mani sulle proprie cosce.

Quanto al vincitore, rimetterà il suo cappello e girerà attorno alla bandiera mongola.

Lotta - Naadam di Karakorum

Infine, il tiro con l'arco è essenzialmente celebrato nella capitale. Nelle città di provincia, tende a scomparire in quanto ha perso la propria popolarità. È oltretutto l'unico gioco a cui possono partecipare le donne.

Storia del Naadam

Il Naadam, che significa "festa" in mongolo, ha origine in tempi remoti. Questa festa ancestrale, che da sempre ha avuto un ruolo importante per il paese, ha assunto connotazioni diverse nel corso della storia. Infatti, molto prima di diventare la celebrazione dell'indipendenza, il Naadam serviva per onorare gli dèi e gli avi attraverso riti sacrificali. 

Il festival divenne popolare ai tempi di Gengis Khan (XII-XIII secolo), quando i rituali cerimoniali si sono trasformati in giochi da uomini: corse di cavalli, tiro con l'arco e lotta. Cosi veniva scelto il miglior cavaliere, il soldato più valoroso e l'arciere più abile fra coloro che praticavano questi giochi.

Successivamente, durante il XVII secolo, quando la Mongolia era sotto la dominazione dei Manciù, la manifestazione riprese un aspetto religioso, con numerosi riti buddisti integrati ai festeggiamenti.

È con la Rivoluzione del 1921, data in cui la Mongolia proclamò la propria indipendenza, che il Naadam prese la propria connotazione attuale: una festa per l'indipendenza. Tuttavia, dopo la caduta dell'URSS nel 1991 e la fine della dominazione sovietica, il Naadam, oltre a celebrare l'indipendenza del paese, divenne anche un'occasione per rendere omaggio al più grande guerriero Mongolo: Gengis Khan, orgoglio nazionale.

Al giorno d'oggi, i festeggiamenti hanno luogo in ogni città di provincia e i nomadi vengono da lontano per assistere o partecipare ai giochi. È a Oulan Bator che il Naadam viene celebrato in maniera più sentita: la folla accorre e i festeggiamenti sono davvero numerosi.

Marie Cavalié
27 contributi
Aggiornato il 9 giugno 2016