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Tunisia

La Tunisia oggi

Da dicembre 2010 a gennaio 2011, la Tunisia ha conosciuto la "rivoluzione dei gelsomini", che ha sconvolto il paese ed il mondo dando inizio alla "primavera araba".

In Tunisia, la contestazione è partita dalla città di Sidi Bouzid (centro-ovest) con l'immolazione di Mohammed Bouazizi, venditore ambulante di frutta e verdura (17 dicembre 2010). Il 12 e il 14 gennaio 2011 si organizzano degli scioperi generali in molte città. Si diffonde un nuovo slogan: "Ben Ali vattene!". Il 14 gennaio, spinto dal suo entourage, il presidente Zine El Abidine Ben Ali ha lasciato la Tunisia per andare in esilio in Arabia Saudita.

Il 27 gennaio ha luogo un rimpasto di governo e gli ex ministri di Ben Ali vengono per la maggior parte esclusi. Il 27 febbraio, il Primo Ministro Mohammed Ghanouchi (vecchio sostenitore di Ben Ali) è sostituito con Béji Caïd Essebsi.

Nell'ottobre 2011 hanno luogo le prime elezioni libere del paese: si tratta di designare i membri dell'assemblea nazionale costituente. Ennahda ("la rinascita" in arabo), partito islamista vicino all'AKP turco, ottiene 38% dei voti e il 41% dei seggi. Il 13 dicembre 2011, Moncef Marzouki, fiero oppositore di Ben Ali, è stato eletto presidente della Tunisia da parte dell'Assemblea Costituente. Forma una coalizione con Ennahda e nomina Primo Ministro Hamadi Jebali, numero 2 di Ennahda. Da 2012, il governo è contestato sul piano economico e sociale.

Viaggiare in Tunisia oggi

Nel dicembre 2014, le elezioni presidenziali danno la vittoria a Béji Caïd Essebsi, del partito Nidaa Tounes, con il 55,68% delle preferenze. Il successore di Moncef Marzouki si concentra in particolare sulla lotta contro il terrorismo.

L'attacco al Museo del Bardo di Tunisi, l'8 marzo 2015, ha causato la morte di 24 persone (tra cui 21 turisti stranieri e 1 agente delle forze dell'ordine) e 45 feriti. Quest'attentato è stato rivendicato dall'ISIS, il 9 marzo. Nei i giorni seguenti, una grande marcia contro il terrorismo è organizzata a Tunisi.

Vi partecipano più di 120.000 persone, con lo slogan: "Tunisia libera, terrorismo fuori".

Di fronte a quest'attentato, il governo è preoccupato di garantire la sicurezza dei viaggiatori che visitano la Tunisia. Le forze dell'ordine hanno predisposto misure di sicurezza rafforzate su tutto il territorio. È quindi importante attenersi alle istruzioni date dalle autorità. Inoltre, dall'agosto 2013, le autorità hanno instaurato una zona militare nella regione sahariana: gli spostamenti sono soggetti ad un'autorizzazione preventiva.

Il turismo in Tunisia, tra ripresa e nuove sfide

Nonostante le difficoltà, la Tunisia rimane sempre un paese ospite che ha ricevuto, nel 2014, più di un milione di turisti. Il turismo è un settore strategico per la Tunisia: rappresenta il 7% del PIL e quasi 400.000 posti di lavoro, cioè 12% della popolazione attiva.

Pianura di Oudhna

Se i dati di affluenza del 2014 e dell'inizio dell'anno 2015 sono in crescita rispetto agli anni 2010-2011, rimangono ancora insufficienti secondo i professionisti del settore.

Per recuperare terreno, il governo punta sulla comunicazione attraverso i social network, mentre i professionisti del turismo auspicano un sostegno a tour operator ed hotel. Delle voci si levano per sviluppare una nuova strategia che miri a migliorare la qualità e a differenziare e modernizzare l'offerta proposta.

Verso un nuovo respiro per il turismo tunisino?

Di fronte ai complessi alberghieri delle grandi stazioni balneari cementate di una parte del litorale, con offerte sempre meno costose, molti imprenditori desiderano variare l'offerta di soggiorni in Tunisia. Si tratta di attirare i turisti nell'entroterra per ridurre gli squilibri territoriali tra il litorale prospero e gli spazi rurali trascurati.

Si tratta anche di predisporre progetti alternativi al turismo di massa: ad esempio, ristrutturare il parco alberghiero per far venire dei clienti facoltosi e creare delle bed & breakfast per migliorare l'immagine della Tunisia.

Dei tentativi in questo senso iniziano ad emergere, in particolare ad Hammamet : la principale stazione balneare tunisina e mecca del turismo di massa, che cerca oggi un nuovo respiro.

Latéfa Faïz
176 contributi
Aggiornato il 23 novembre 2015

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