Choquequirao, un po’ di storia
Così inaccessibile, dall’alto dei suoi 3.000 metri di altitudine, Choquequirao non ha di sicuro ancora svelato tutti i suoi segreti. Il nome, in quechua vuol dire “culla dell’oro” ma il vero tesoro è raggiungerla e godersi la sua bellezza ancora intatta, quasi come se la scoprissi tu per la prima volta. Costruita dagli Inca nel XV secolo, probabilmente sotto il regno di Pachacútec o di suo figlio Túpac Yupanqui, la città era al tempo stesso un centro religioso, amministrativo e agricolo. Quando arrivarono gli spagnoli, sembra che Choquequirao sia stata usata come rifugio per gli inca. Chi percorre il trekking impegnativo che conduce alla cittadella, avrà tutto il tempo di rendersi conto della tenacia, dell’ingegno e dell’orgoglio delle popolazioni preispaniche che fecero il massimo per proteggere la loro cultura.
Cosa vedere a Choquequirao?
Per girare la cittadella di Choquequirao non potrai fare altro che continuare a camminare, lasciandoti guidare dalla curiosità per le diverse costruzioni e dalla meraviglia per i tornanti che danno il capogiro fino all’Apurímac. L’esperienza che si può vivere qui è molto diversa da quella che si può fare a Machu Picchu, vittima del turismo di massa, e mantiene intatto fascino e mistero.
Camminare fino a Choquequirao attraverso il canyon dell’Apurímac
Il trekking per arrivare a Choquequirao è parte integrante dell’esperienza. Si parte di solito da Capuliyoc, vicino a Cachora. Il sentiero scende nel caldo secco del canyon, attraversa il río Apurímac, poi risale verso Marampata. I polpacci bruciano, i crampi obbligano a fare una sosta, ma le montagne che si aprono come un sipario danno la motivazione giusta per continuare. I sentieri non sono molto frequentati, la difficoltà richiede un livello di preparazione fisica non da tutti, per questo incrocerai più muli che escursionisti e riuscirai a sentire persino il ronzio degli insetti tra i cespugli. Mentre riprendi fiato, alza lo sguardo: potresti vedere un condor che fluttua nell’aria o la sua ombra, proiettata sulle pareti del canyon. La tua agenzia locale ti sarà davvero indispensabile per indicarti la guida giusta che potrà accompagnarti per tutta la durata del trekking, aiutandoti al bisogno, adattando il ritmo del passo. E, non meno importante, raccontarti storie che non sa nessun altro.
Attraversare la grande piazza cerimoniale
Un grande spiazzo coperto da un tappeto di morbida erba color verde intenso: ecco cosa rimane oggi di quella che fu una grande piazza, un luogo attorno al quale si svolgeva la vita spirituale del sito. È qui che poserai finalmente uno sguardo attento su ciò che ti circonda, dopo giorni di attesa e trepidazione: rendersi conto di trovarsi al centro di Choquequirao, una città che fu potente e prospera prima di cadere in rovina, è vertiginoso. Intorno a te si riconoscono gli edifici cerimoniali, le terrazze e i muri costruiti con pietre perfettamente incastrate tra loro.
A farti compagnia, ci saranno il vento che sibila tra le pietre e l’erba umida sotto i piedi, di sicuro, non orde di turisti. Per fare quattro chiacchiere, approfitta della compagnia della tua guida: ti dirà tutto sul ruolo strategico di Choquequirao, un centro amministrativo e luogo sacro nella regione di Vilcabamba prima di essere ultimo rifugio della resistenza inca.
Vedere i terrazzamenti con i lama a contrasto
I terrazzamenti impreziositi da disegni di lama sono un tesoro particolarissimo che si trova solo a Choquequirao. Durante la costruzione dei muri per le terrazze, gli ingegnosi costruttori inca inserirono delle pietre calcaree a contrasto per creare delle sagome di lama che spiccano sul granito scuro. Nessuno sa di preciso cosa simboleggino i 24 “Lamas del Sol” e questo è l’unico luogo dove si può ammirare un’opera simile.
Rispetto alla piazza cerimoniale, richiedono un ulteriore sforzo perché si trovano molto più in basso e il percorso è davvero molto ripido. Ma ormai lo avrai capito: Choquequirao non è una meta rilassante, ma un trekking impegnativo (e soddisfacente). Il momento migliore per vederli è il pomeriggio perché il sole colpisce i lama chiari e fa risaltare il contrasto delle pietre calcaree. Per molti viaggiatori, questa immagine è la più intensa che conservano del sito, anche a distanza di tempo.
Salire fino all’ushnu per abbracciare le Ande con lo sguardo
L’ushnu, di solito, è una costruzione piramidale da cui i sacerdoti godevano di una visione d’insieme della città sottostante. A Choquequirao, però, è stata la natura stessa che ha fornito il luogo perfetto per questo scopo: una collinetta da cui si abbraccia con uno sguardo tutto il complesso, ma anche giù fino al canyon dell’Apurímac e di nuovo su, verso le creste andine e quel cielo tanto caro alla simbologia inca. I costruttori spianarono la punta della collina e la circondarono di pietre: un ushnu decisamente unico da cui ammirare il paesaggio e sentirsi minuscoli.
Avventurarsi fino ai settori più remoti del sito
Dopo tutta quella camminata, vale la pena di avventurarsi in ogni angolo di Choquequirao. Addentrati nei vicoli, dove si affacciano abitazioni, depositi agricoli o “colcas”, scale che ora non portano più da nessuna parte e canali di irrigazione che, invece, funzionano ancora. Riuscirai a capire perfettamente come era organizzata la vita per coltivare e conservare il cibo, ma anche per accogliere e proteggere i suoi abitanti.
Rispetto all’imponente piazza, questa parte della visita getta una nuova luce su Choquequirao e la tua guida ti aiuterà moltissimo a decifrare la funzione dei vari edifici, a notare dettagli architettonici e apprezzare tutte le particolarità di questo complesso, che non è solo un’alternativa a Machu Picchu.
Osservare la natura selvaggia intorno al sito
Anche la natura merita il viaggio. Se all’inizio del trekking il paesaggio è arido, caratterizzato da arbusti bassi e dallo sfondo maestoso delle vette andine, mano a mano che scendi verso il canyon inizierai a sentire più caldo e noterai che i cespugli lasciano spazio a centinaia di cactus. Il calore che si sprigiona da questa zona aiuta i condor a sollevarsi in volo: davanti a te potrebbe materializzarsi l’ombra gigantesca di uno di questi uccelli mitici. Durante la salita verso Choquequirao, i cactus si fanno sempre più radi e sarai avvolto dalla foresta umida, dove fioriscono le orchidee e i colibrì sfrecciano nell’aria.
Per godere di ogni tappa, viaggia leggero, cammina durante le prime ore del mattino e riduci al minimo il tuo impatto: le infrastrutture sono molto semplici ed è proprio questo che rende il trekking molto affascinante. Choquequirao premia i viaggiatori pazienti: chi accetta la fatica, il silenzio e la lenta salita può accedere a questo sito che ha un che di soprannaturale.
Un’idea per scoprire Choquequirao in modo diverso?
Per scoprire Choquequirao in modo diverso, parti molto presto dal campo di Marampata, il più vicino al sito ed entra tra le rovine all’alba. Sfiora le pietre ancora fresche, segui con lo sguardo le nuvole che risalgono dall’Apurímac e tendi l’orecchio per sentire i passi dei pochi altri escursionisti che raggiungono la meta. Dopo una breve sosta, riparti con una guida locale per vedere le terrazze con i lama, in un settore un po’ defilato rispetto alla parte centrale del sito.
Gli escursionisti più esperti e allenati potrebbero decidere di proseguire a piedi fino a Machu Picchu passando da Yanama. L’itinerario dura circa dieci giorni ed è sicuramente impegnativo ma per alcuni può essere la realizzazione di un sogno, uno dei trekking più impegnativi e spettacolari di tutto il Sudamerica. Il tuo esperto locale ti darà tutte le indicazioni necessarie, anche per scegliere la stagione migliore, le tappe e il ritmo più giusti per te.
I nostri consigli per visitare Choquequirao al meglio
- Prevedi 5 o 6 giorni di trekking da Cachora o Capuliyoc. Choquequirao non è una meta per tutti: bisogna affrontare discese ripide, risalite impegnative, il caldo nel canyon dell’Apurímac e l’umidità della foresta. Parti in buona forma fisica.
- Viaggia tra maggio e settembre, durante la stagione secca. I sentieri sono più sicuri, i panorami più aperti e le notti fresche. Nella stagione delle piogge, alcuni passaggi diventano scivolosi.
- Fatti accompagnare da una guida locale. Oltre a orientarti, ti racconterà tutto su questo sito eccezionale.
- Alleggerisci il bagaglio, scegliendo pochi capi e accessori versatili: abiti traspiranti e pile, lampada frontale, borraccia filtrante, protezione solare, repellente e bastoncini da trekking. I muli con i mulattieri locali fanno davvero la differenza.
- Prenditi il giusto tempo. Esplora ogni settore senza commettere l’errore di ripartire troppo in fretta. Se puoi, fermati a dormire nei campeggi a ridosso delle rovine: solo così potrai ammirare le pietre inca sotto la luce delicata e solitaria del mattino.























































