Machu Picchu, un po’ di storia
Sembra quasi incredibile che sia stato possibile costruire questo grande complesso architetturale a ben 2.430 metri di altitudine, sopra la valle dell’Urubamba, in una cornice caratterizzata dalle montagne, la giungla e la nebbia. Eppure, gli inca cominciarono a costruirla nel XV secolo, durante il regno dell’imperatore Pachacútec, in un’epoca in cui il loro impero dominava gran parte delle Ande. Probabilmente si trattava di un complesso che fungeva al contempo da residenza reale, luogo sacro e centro di osservazione del cielo. Le sue terrazze, i templi, il sistema idraulico e la perfezione con cui le pietre sono incastrate le une con le altre per creare i muri sono la dimostrazione dell’incredibile ingegno dei costruttori inca.
L’arrivo degli Spagnoli decretò il declino della civiltà inca e con essa anche il sito di Machu Picchu, che però non è mai stato completamente dimenticato dagli abitanti della regione. In compenso, è stato l’esploratore statunitense Hiram Bingham a condividere con il mondo intero, nel 1911, la meraviglia di questa città abbandonata; da allora il suo fascino non ha mai smesso di attirare viaggiatori interessati a raggiungere questo complesso mozzafiato.
Cosa vedere a Machu Picchu?
1. Visitare la cittadella inca con una guida
Il trekking per raggiungere la cittadella ti porta in alto e quando finalmente Machu Picchu si mostra in tutta la sua maestosità noti subito le terrazze agricole che scendono a gradoni verso la valle dell’Urubamba. Da quella posizione, sovrasti tutto il complesso e diventa chiaro perché i costruttori inca scelsero proprio questa cornice: un luogo dove la montagna dialoga con le costruzioni e queste dialogano con il cielo.
Non c’è niente di meglio che seguire una guida locale per fare caso anche ai più piccoli dettagli: dai canali di irrigazione che funzionano ancora oggi fino alla disposizione dei campi, passando per i quartieri residenziali e il prodigio dei muri. Questi ultimi si compongono di pietre incastrate alla perfezione, senza nemmeno uno strato di malta a tenerle insieme: un’opera di ingegneria urbana magistrale. Se sogni di vedere la cittadella appena sfiorata dalla luce, e meno brulicante di turisti, non ti resta che programmare la tua visita molto presto al mattino.
2. Ammirare il Tempio del Sole e la pietra Intihuatana
Imponente e affacciato sulla vertiginosa discesa delle terrazze agricole, il Tempio del Sole è una costruzione che lascia senza parole. Perfettamente semicircolare, una rarità nell’architettura inca, si sviluppa attorno a una roccia naturale in un modo tale da sembrarne il prolungamento. La grande maestria dei costruttori si mostra in tutta la sua eccezionalità durante il solstizio d’estate, quando la luce si insinua perfettamente da una finestra per colpire il pavimento roccioso che diventa calendario, bussola, luogo magico.
Poco distante, lo sguardo viene attratto in modo irresistibile dall’Intihuatana, un blocco di granito scolpito con grandissima precisione per allinearsi agli astri, al sole, alle montagne sacre circostanti. Uno strumento fondamentale per i sacerdoti inca che potevano prevedere il susseguirsi delle stagioni. Sebbene non ci si possa avvicinare troppo alla pietra dell’Intihuatana per proteggerla, si riesce comunque a sentire la fortissima energia che sprigiona, il suo mistero e il suo immenso valore.
3. Salire allo Huayna Picchu o alla montagna Machu Picchu
Quando riesci finalmente a vedere Machu Picchu, sovrastandolo dall’alto, ti viene una voglia irrefrenabile di spingere lo sguardo ancora più in là, più in alto, per distinguere ogni singola costruzione e sognare di vedere gli inca che popolavano questo complesso. Per dominare dall’alto quest’area puoi fare due escursioni sulle vette circostanti: Huayna Picchu e la montagna Machu Picchu.
Huayna Picchu è la cima ripida e riconoscibilissima che si staglia dietro la cittadella appena arrivi. La salita è breve ma vertiginosa: dovrai inerpicarti sulle scalinate che risalgono ancora al periodo inca, a picco sul baratro. I polpacci bruciano, il fiato si fa corto, ma la vista ripaga ogni sforzo: la valle si apre sotto di te e l’Urubamba diventa un sottile filo d’argento che scivola centinaia di metri più giù.
Per salire invece sulla montagna Machu Picchu ci vuole più tempo e resistenza, ma è un’escursione meno adrenalinica. Il sentiero serpeggia in mezzo alla vegetazione d’altura dove si riconoscono orchidee e felci, e dove gli uccelli annunciano l’arrivo degli escursionisti cinguettando tra un ramo e l’altro. Ogni percorso prevede il pagamento di un biglietto da prenotare con diverse settimane di anticipo, soprattutto durante la stagione secca, da maggio a settembre.
4. Camminare fino alla Porta del Sole
La Porta del Sole, o Intipunku, è l’antico ingresso a Machu Picchu per chi arrivava dal Cammino Inca. Oggi puoi raggiungere questo luogo salendo gradualmente dalla cittadella, seguendo un percorso che non presenta grandi difficoltà tecniche; si adatta perfettamente a te, se non te la senti di affrontare il trekking completo del Cammino Inca ma vuoi comunque vivere l’emozione di percorrerne almeno un tratto e percepirne l’energia.
Curva dopo curva, il complesso di Machu Picchu si allontana, diventa più piccolo, incastonato nel suo scrigno verde. Si procede in silenzio, per ascoltare il soffio del vento e il rumore dei passi sulla pietra, gli stessi rumori che accompagnavano gli inca, secoli fa. All’arrivo, proverai quasi una sorta di reverenza di fronte a questa porta che si apre sul vuoto, oltre la quale si stagliano le montagne, quasi una cornice sulla luce. Da quella prospettiva, Machu Picchu si mostra nella sua interezza geometrica, tra i vuoti e i pieni occupati dal blu del cielo e dal verde intenso della vegetazione.
5. Scoprire il Ponte dell’Inca, il lato più appartato
Il percorso che conduce al Ponte dell’Inca è molto diverso dal resto del sito. Le persone che scelgono di visitare quest’angolo di Machu Picchu sono di meno rispetto alle attrazioni più famose: il silenzio qui è più denso e il sentiero, seppur semplice, si rivela molto scenografico, dicendola lunga sulle capacità difensive degli Inca.
Il Ponte sembra quasi banale nella sua semplicità, eppure quei pochi tronchi appoggiati su una fenditura della roccia hanno molto da raccontare. Innanzitutto si tratta dell’unico ponte di questo genere ancora visibile. Ma soprattutto, testimonia la straordinaria capacità di adattamento al contesto naturale impervio, e apparentemente ostile, degli abitanti di Machu Picchu, che riuscirono a controllare gli accessi in modo infallibile.
Tieni a mente che non tutti i circuiti d'ingresso includono la visita al Ponte dell’Inca: in caso di dubbi, chiedi alla tua agenzia locale di organizzare la visita a Machu Picchu includendo tutte le attrazioni che ti interessano.
Come visitare Machu Picchu in modo diverso?
La prospettiva più emozionante è quella che si ottiene raggiungendo Machu Picchu a piedi, attraverso il tradizionale Cammino Inca: 4 o 5 giorni di trekking che conducono a 4.000 metri di altitudine. Ogni passo ti avvicina alla meta ma è anche un passo verso la cultura locale e verso una conoscenza più approfondita di quel periodo. Potrai chiacchierare con gli abitanti dei piccoli centri andini che si attraversano e vedere alcuni resti archeologici quasi inghiottiti dalla vegetazione. Le notti si passano in tenda, i pasti si consumano insieme ai portatori e agli altri escursionisti e poi, l’ultimo giorno, ti alzi prima dell’alba per arrivare alla Porta del Sole appena in tempo per vedere Machu Picchu che emerge dalla nebbia, accarezzato dai primi fasci di luce.
I nostri consigli per visitare bene Machu Picchu
- Prenota i biglietti con diverse settimane di anticipo, soprattutto tra maggio e settembre. I percorsi sono ormai predefiniti: le nostre agenzie locali ti aiutano a scegliere quello più adatto a te. Per lo Huayna Picchu o la Montaña Machu Picchu, ad esempio, serve un biglietto specifico.
- Dormi ad Aguas Calientes la sera prima. Potrai raggiungere con più calma il sito rispetto a coloro che alloggiano a Cusco.
- Prevedi qualche giorno di acclimatazione a Cusco o nella Valle Sacra prima della visita. Meglio essere preparati ai 2.430 metri di Machu Picchu.
- Parti con l’attrezzatura giusta. Non possono mancare una giacca antivento e la protezione solare. Il clima cambia in fretta, dalla pioggerellina fresca al sole intenso. E ricordati di bere: l’acqua resta la migliore alleata contro gli effetti dell’altitudine.
- Visita il sito con una guida locale, solo così potrai notare tutta la precisione delle pietre perfettamente lavorate ma anche scoprire qualcosa in più sul lavoro agricolo, le scelte astronomiche e i dettagli che da solo non potresti cogliere.
- Se vuoi fare trekking ricorda che le salite sono splendide, ma ripide: meglio avere buone scarpe.
- Rispetta i sentieri segnalati ed evita foto rischiose. Il sito è fragile, sacro per molte persone, e ogni passo conta per preservarlo.




































































