Cosa vedere e cosa fare alle lagune di Llanganuco?
1. Ammirare il colore delle lagune di Llanganuco
A colpire è il contrasto tra le acque turchesi e le pareti scure della Cordillera Blanca. Chinancocha, la più grande e accessibile delle due lagune, occupa il fondo di una valle glaciale stretta tra i massicci dello Huascarán e dello Huandoy. Lungo le rive crescono i queñuales, riconoscibili dai tronchi contorti e dalla corteccia color rame. Quando il vento si ferma, neve e rocce si riflettono sulla superficie quasi immobile. Poco più a monte si trova Orconcocha, più piccola e generalmente più tranquilla.
2. Percorrere il sentiero María Josefa tra boschi e ruscelli
Per osservare da vicino la vegetazione della valle puoi seguire il sentiero María Josefa, un percorso di circa tre chilometri che termina nei pressi di Chinancocha. Il cammino costeggia il ruscello che scende dalla laguna e attraversa un bosco popolato da queñuales, felci, bromelie e alcune varietà di orchidee.
Il tracciato non presenta particolari difficoltà tecniche, ma il fondo può essere irregolare e l’altitudine invita a procedere con calma. Tieni gli occhi aperti: tra gli alberi e vicino all’acqua potresti riconoscere gabbiani andini, anatre e altri uccelli d’alta quota. Al mattino la luce filtra tra i rami e rende la passeggiata particolarmente piacevole.
3. Remare sulle acque di Chinancocha
A Chinancocha puoi salire su una delle barche a remi messe a disposizione dalla comunità campesina Unidos Venceremos. Allontanandoti dalla riva, il colore dell’acqua diventa ancora più intenso e le pareti della valle sembrano stringersi intorno alla laguna. A ogni colpo di remo la superficie trema, i riflessi delle cime si deformano e poi tornano lentamente al loro posto. Il servizio contribuisce direttamente all’economia della comunità che vive e lavora nella valle.
4. Osservare la fauna andina con una guida locale
Una guida locale ti aiuterà a riconoscere le piante, distinguere gli uccelli e dare un nome alle montagne che chiudono la valle. Potrà anche raccontarti come i ghiacciai abbiano modellato la quebrada di Llanganuco e continuino ad alimentarne le lagune.
Vicino all’acqua si possono osservare la huachua, il germano delle Ande, e diverse specie di svassi; nelle zone rocciose, con un po’ di fortuna, potresti scorgere anche una viscaccia. Guardare il paesaggio insieme a chi lo conosce bene permette di cogliere particolari che altrimenti passerebbero facilmente inosservati.
5. Fermarsi al Campo Santo di Yungay lungo la strada
Prima di salire verso Llanganuco, fermati al Campo Santo di Yungay. Il 31 maggio 1970 un violento terremoto provocò il distacco di un’enorme massa di ghiaccio, fango e rocce dalla cima settentrionale dello Huascarán. La valanga raggiunse l’antica città in pochi minuti, seppellendola e causando la morte di quasi tutti i suoi abitanti.
L’area venne successivamente dichiarata zona intangibile e trasformata in un luogo della memoria. Delle quattro palme che sopravvissero alla catastrofe oggi ne rimane una; sulla collina del vecchio cimitero, invece, il Cristo di Yungay continua a rivolgere lo sguardo verso lo Huascarán. È una visita breve, sobria e difficile da dimenticare.
6. Fare una pausa nell’area picnic di Chinancocha
Nei pressi del secondo imbarcadero di Chinancocha si trova uno spazio destinato ai picnic. Puoi portare pane, frutta secca e formaggio oppure acquistare qualcosa nei piccoli punti di ristoro gestiti dalla comunità locale. Per scaldarti, prova un infuso di coca o un’altra tisana diffusa sulle Ande.
Mentre mangi, osserva la luce cambiare sulle pareti della valle e sulle acque della laguna. Prima di ripartire, raccogli tutto ciò che hai portato con te: in un ambiente d’alta quota così delicato, anche una pausa molto semplice richiede attenzione.
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