La Tanzania è la destinazione perfetta per gli amanti dei safari e per gli escursionisti d'alta quota! In Tanzania troverai tutto ciò di cui hai bisogno per trascorrere un soggiorno indimenticabile: riserve dove è possibile osservare la fauna emblematica dell'Africa e una vetta leggendaria: il Kilimangiaro. Dalle pianure del Serengeti alla valle del Rift, la Tanzania offre trekking per tutti.
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Durante un trekking in Tanzania, puoi vivere esperienze ricche di emozioni. I più allenati proveranno subito a scalare la famosa montagna Kilimangiaro, la più alta dell'Africa, dove si attraversano ecosistemi diversi, dalle foreste tropicali ai ghiacciai. Molto affascinante, il parco nazionale di Arusha regala un panorama spettacolare sul monte Meru ed è possibile incontrare giraffe e bufali. Nel parco nazionale del Serengeti è possibile fare safari a piedi, e avvistare leoni, elefanti e gnu nel loro habitat naturale. Non perdere il Lake Manyara National Park e il parco nazionale di Tarangire, famosi per i loro paesaggi mozzafiato e la loro ricca fauna, prima di concederti una fuga a Dar Es Salaam e nell'isola di Zanzibar, dove ti attendono natura incontaminata e acque cristalline.
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Il periodo migliore per partire
Quando andare in Tanzania?
Le terre interne hanno un clima tropicale temperato, invece la costa è molto umida e può fare molto caldo, a volte troppo. Il miglior periodo per un viaggio in Tanzania è la stagione secca, che va da maggio a ottobre. Da evitare la stagione delle piogge, da marzo a inizio maggio. Ma si può anche partire durante la piccola stagione delle piogge, da inizio novembre a metà dicembre: i viaggiatori sono meno numerosi e i colori sublimi. Tutto dipende anche dall'attività che si vogliono svolgere: la stagione secca è ideale per i safari nella maggior parte dei parchi, ma la stagione delle piogge è più adatta per vedere zebre e gnu nel Serengeti e non soltanto leoni e altri predatori. Se non si sopporta il caldo eccessivo, bisogna evitare gennaio e febbraio, i mesi più caldi dell'anno.
Ecco 5 buoni motivi per fare trekking in Tanzania: - Per conquistare la vetta del Kilimangiaro, la montagna più alta dell'Africa - Per osservare i Big 5 nel parco nazionale del Serengeti o in quello di Arusha - Per attraversare foreste lussureggianti, savane, laghi e spiagge nello stesso viaggio - Per incontrare gli abitanti locali e scoprire le loro tradizioni - Per godere di un senso di libertà impareggiabile
In generale, è possibile osservare gli animali in Tanzania durante un safari in qualsiasi periodo dell'anno ma alcuni periodi sono più favorevoli di altri. Questo è il caso della stagione secca, che va da giugno a settembre: le temperature più miti (25°C in media) rendono gli animali sono più attivi e quindi più facili da osservare. È il periodo ideale per fare un trekking per osservare giraffe, elefanti e forse anche avvistare un leone. Per assistere alla grande migrazione dei gnu nel parco del Serengeti, è necessario pianificare il safari tra marzo e maggio, durante la stagione delle piogge. Infine, per osservare gli uccelli migratori nel parco di Tarangire, vi consigliamo di pianificare il vostro trekking tra dicembre e marzo.
Per un soggiorno trekking al monte Meru combinato con un safari in Tanzania, ti consigliamo di partire durante le stagioni secche, da giugno a ottobre e da dicembre a marzo. Durante questi periodi, le condizioni meteorologiche sono ideali per l'escursione, con giornate soleggiate e temperature moderate, riducendo così il rischio di pioggia e sentieri fangosi. La stagione secca è anche favorevole per i safari, poiché gli animali si radunano intorno ai punti d'acqua, facilitandone l'osservazione in parchi come il parco nazionale di Arusha, il Serengeti e il cratere del Ngorongoro. Inoltre, i cieli limpidi offrono viste spettacolari sul paesaggio circostante, specialmente dalle vette del monte Meru. Se organizzi il tuo viaggio in questi mesi, avrai più possibilità di fare una bella escursione sul monte Meru e safari nelle riserve naturali della Tanzania.
Per scoprire i vulcani della Tanzania durante un trekking, inizia pianificando il tuo viaggio durante la stagione secca, da giugno a ottobre o da dicembre a marzo, per approfittare delle condizioni ottimali. Inizia il tuo trekking sul Kilimangiaro, il vulcano più famoso, la cui salita richiede dai 6 agli 8 giorni con una guida. Ci vogliono invece 3-4 giorni per esplorare il monte Meru, da cui si ha una vista impareggiabile sul Kilimangiaro e dove si può ammirare una ricca biodiversità. Per un'esperienza unica, consigliamo il trekking fino al monte Ol Doinyo Lengai, l'unico vulcano attivo conosciuto come la "Montagna di Dio" dai Masai. Le nostre agenzie locali specializzate sapranno aiutarti a trovare guide, attrezzature e permessi necessari.
Per un itinerario che combina trekking in Tanzania e un'escursione a Zanzibar, puoi cominciare con la salita sul Kilimangiaro, un'avventura di 6-8 giorni attraverso vari ecosistemi fino alla cima, il tetto dell'Africa. Successivamente, potresti vedere il parco nazionale del Serengeti e il cratere del Ngorongoro per due safari indimenticabili, in cui potresti avvistare persino i Big Five. Dopo la fatica dei trekking e le emozioni dei safari, prendi un volo interno da Arusha o Kilimangiaro verso Zanzibar e qui approfitta del tuo soggiorno nell'isola delle spezie: relax sulle spiagge di Nungwi e Kendwa e passeggiate nella foresta di Jozani.
L'escursione alla vetta del Kilimangiaro deve avvenire con una guida certificata. Le guide locali conoscono bene i percorsi e sono addestrate per garantire la tua sicurezza e aiutarti a contrastare gli effetti dell'altitudine. I portatori simarangu si occupano del trasporto delle tue attrezzature, di modo che tu possa concentrarti sul tuo trekking. Chiedi consiglio a una delle nostre agenzie locali che ti proporranno dei servizi indispensabili, come l'organizzazione degli itinerari, il disbrigo delle pratiche amministrative per ottenere i permessi necessari e l'organizzazione dei campeggi. Fare trekking con un team di supporto migliora non solo il tuo comfort, ma aumenta anche le tue possibilità di raggiungere la vetta in tutta sicurezza.
Per un soggiorno in Tanzania, ti consigliamo di portare: - Abbigliamento comodo nei colori neutri (kaki, beige, grigio o marrone) per un safari - Pantaloni o bermuda (sconsigliati pantaloncini corti) - Una felpa e un giubbotto antivento perché può fare fresco durante i safari presto al mattino e/o al tramonto - Un cappello o un berretto, occhiali da sole e crema solare biodegradabile - Scarpe da trekking anche per camminare nella savana - Costume da bagno, pareo e sandali per godersi le spiagge di Zanzibar - Una borraccia e una borsa in tessuto per evitare plastica monouso
Con tutta trasparenza
Le recensioni dei viaggiatori dopo il loro viaggio in Tanzania
4.7
602 recensioni
Chiara
3
Dividerò questa recensione in due parti, perché ci sono stati aspetti molto positivi, ma anche alcune criticità che ritengo utile segnalare. È la prima volta che, dopo aver viaggiato con Evaneos, sento di dover lasciare una recensione solo parzialmente positiva.
Prima della partenza, la nostra referente F**** si è dimostrata molto presente, disponibile ed efficiente. Purtroppo, una volta arrivate in Tanzania, la sua presenza è stata molto più limitata: non ci ha mai fornito un contatto WhatsApp diretto e, di fatto, il nostro unico canale di comunicazione è rimasto quello della piattaforma Evaneos.
Durante l'ingresso al Serengeti abbiamo avuto un piccolo incidente, un tamponamento. Nonostante l'avessimo informata, non ci ha chiesto se stessimo bene o se avessimo bisogno di assistenza. Fortunatamente l'incidente non ha avuto conseguenze gravi, ma ci saremmo aspettate almeno un messaggio per sapere se stessimo bene o se avessimo bisogno di aiuto.
Per quanto riguarda gli aspetti positivi, la nostra guida è stata preparata, puntuale e molto disponibile. Si è impegnata per permetterci di vedere il maggior numero possibile di animali, contribuendo in modo importante alla buona riuscita del safari. Anche quasi tutte le strutture selezionate da F***** si sono rivelate valide, accoglienti e davvero belle.
L'unica eccezione è stata la struttura scelta per l'ultima giornata, che a nostro giudizio non era adeguata. Quando abbiamo segnalato che avremmo preferito gestire diversamente gli orari dell'ultimo giorno e spiegato le nostre perplessità (siamo state solo pochissimo tempo all'interno del parco del Tarangire), ci è stato risposto che non avevamo compreso lo spirito del Paese. Abbiamo trovato questa risposta poco rispettosa e soprattutto non pertinente rispetto alle osservazioni concrete che stavamo cercando di condividere.
Il nostro entusiasmo per la Tanzania e per l'esperienza vissuta è stato enorme. Proprio per questo, una gestione diversa dell'ultima giornata e un atteggiamento più presente e ricettivo da parte della referente avrebbero reso il viaggio ancora più bello.
Nel complesso, quindi, conserviamo un ricordo molto positivo della destinazione, della guida e della maggior parte delle strutture, ma riteniamo che l'assistenza in loco e la gestione delle osservazioni dei viaggiatori debbano essere migliorate.
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Daniela
5
«Tutto bene, ragazzi?» È una delle frasi che porteremo a casa dalla Tanzania. John ce lo chiedeva spesso, con quel sorriso che non lo ha praticamente mai abbandonato durante i nostri cinque giorni insieme. Una frase semplice, diventata la colonna sonora del nostro safari.
Per cinque giorni abbiamo attraversato alcuni degli scenari più incredibili della Tanzania: il Serengeti, il cratere di Ngorongoro e il Tarangire.
Ad accompagnarci John, 28 anni, di Sakina, quartiere di Arusha, papà orgoglioso di un bambino di dieci mesi. Gentile, simpatico, attento e sempre sorridente, parla e comprende bene l'italiano e questo ha fatto davvero la differenza: abbiamo potuto fare domande, scherzare e conoscere, attraverso i suoi racconti, non solo gli animali e la natura, ma anche qualcosa della vita e della cultura della Tanzania.
Ogni nostra richiesta di fermare la jeep per osservare meglio un animale o scattare una fotografia è stata esaudita, sempre senza fretta. Abbiamo assistito a scene indimenticabili: leoni e leonesse intenti a dividersi un bufalo, mentre avvoltoi e iene aspettavano il loro turno; un rinoceronte alla ricerca di cibo, elefanti imponenti ed elegantissime giraffe che attraversavano lentamente la savana.
John ci ha sempre lasciato il tempo di vivere ogni incontro: ci fermavamo, osservavamo e aspettavamo. Perché il safari è anche questo: lasciare che sia la natura a decidere cosa mostrarti.
Tra i lodge, quello che ci è rimasto maggiormente nel cuore è stato il ***, perfetto per chi, come noi, ama il contatto diretto con la natura. Per spostarci dalla nostra tenda chiamavamo con il walkie-talkie una guardia che veniva a scortarci: lì capisci davvero che sei tu ad essere ospite nel territorio degli animali.
E poi arrivava la notte. Sdraiati nella nostra tenda, nel buio, ascoltavamo i versi degli animali intorno a noi, alcuni vicini, altri lontani e misteriosi. Non serviva vedere nulla: bastava ascoltare. Addormentarsi nel cuore della savana accompagnati dai suoi suoni è stata pura magia.
Accanto a John, Alex, impeccabile alla guida della jeep. Con maestria, prudenza e sicurezza ci ha condotti anche sui percorsi più impegnativi. Ricorderemo il suo ottimo inglese, la sua gentilezza e soprattutto la sua originalissima suoneria del cellulare: il verso dell'upupa!
John e Alex sono stati una squadra perfetta: professionali senza essere distaccati, presenti senza essere invadenti. Con loro non ci siamo sentiti semplicemente turisti accompagnati da una guida e da un autista, ma persone accolte e accompagnate alla scoperta della Tanzania.
Perché un safari non è soltanto ciò che riesci a fotografare. È ciò che osservi in silenzio, ciò che ascolti nel buio di una tenda e, soprattutto, le persone con cui hai avuto la fortuna di condividerlo.
E quando ripenseremo a questi giorni sentiremo ancora John domandarci:
«Tutto bene, ragazzi?»
Sì, John. Tutto benissimo.
Asante sana a te e ad Alex. Avete reso indimenticabile il nostro viaggio nel cuore della Tanzania.
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Marica e Luca
4
Esperienza complessivamente positiva. Molto belli i lodge e soprattutto i campi tendati, che ci hanno regalato un'esperienza autentica e immersiva, sicuramente tra gli aspetti più belli del viaggio.
L'unico punto che ci ha lasciati un po' delusi riguarda l'organizzazione delle giornate. Avevamo specificato fin dall'inizio che la fotografia era l'obiettivo del nostro viaggio e ci saremmo quindi aspettati una maggiore attenzione a questa esigenza. In alcune giornate, invece, gli orari del safari non erano adeguati e le attività si sono concluse nel primo pomeriggio, rinunciando proprio alle ore successive, per noi più interessanti per la luce e per la maggiore attività degli animali.
Nel complesso è stato un viaggio molto bello, ma con una maggiore attenzione alla nostra principale richiesta l'esperienza sarebbe stata ancora migliore.