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A Johannesburg sulle tracce di Mandela

Gli appassionati di storia contemporanea del Sudafrica o, più precisamente, gli ammiratori di Nelson Mandela, si recano come in un pellegrinaggio a Robben Island, dove trascorse 27 anni di prigionia. Andiamo, piuttosto, alla scoperta di Johannesburg dove visse i suoi anni di libertà e di lotta.

I suoi primi anni a Johannesburg

Lontano da Johannesburg, megalopoli tentacolare di oggi, la storia di Nelson Mandela inizia nel 1898 a Mvezo, un piccolo villaggio sperduto nella regione del Transkei.

Dopo aver trascorso la sua infanzia a Qunu e seguito gli studi di diritto a Fort Hare, nel 1941 è costretto a scappare a Johannesburg, per sfuggire al matrimonio che il suo tutore voleva imporgli. In pieno apartheid la sua vita è difficile. Vuole continuare i suoi studi e, per finanziarli, accumula lavoretti, Esercita, per esempio, la professione di guardiano notturno in una miniera.

I suoi primi passi in politica

Alla fine dei suoi studi, Nelson Mandela ottiene il suo diploma di avvocato. In quel periodo, era descritto come un uomo occupato ad appagare la sua passione per la boxe e a correre dietro alle donne.

In maniera più seria, fonda col suo amico Oliver Tambo il primo ufficio di avvocati neri in un Sudafrica minato dalle segregazioni e dall'apartheid. Ai due si aggiunge Walter Sisulu e insieme fanno i loro primi passi in politica, con il partito ANC (il Congresso Africano Nazionale). Il trito entra in conflitto con il regime in vigore e decide di consacrare la propria vita alla liberazione del Sudafrica. A partire da questo momento, Mandela è spesso agli arresti domiciliari a Soweto. È in questo quartiere, oggi famoso in tutto il mondo, in cui avvengono le visite più emozionanti.

Ritrovare le sue tracce a Soweto

Oggi è impensabile potersi avventurare da soli nel quartiere. Non solo, per questioni di sicurezza, è sconsigliato passeggiare senza essere accompagnati, ma è molto più interessante andarci con una guida che possa raccontarci al meglio le ribellioni che si susseguirono qui e la vita che conobbe all'epoca Nelson Mandela.

La visita ci porta in un primo tempo a Kliptown dove venne votata la Carta della Libertà che causo' l'arresto di Madiba. L'emozione affiora ancora quando si evoca il massacro di Sharpville. Nel 1960, ci fu un'ignobile carneficina, che spinse Nelson Mandela e il partito dell'ANC a rinunciare alle azioni pacifiche e ad entrare nella lotta armata. Per giustificarsi, dichiarò quelle che sono diventate le sue celebri parole:" Non sono un uomo violento, se non quando ogni altra forma di resistenza ci è stata vietata, al punto che ci siamo orientati verso la lotta armata. " Al pari di un pellegrinaggio, tutti i turisti in viaggio in Sudafrica concludono la visita a Soweto presso il Museo di Nelson Mandela. È in questa vecchia casa, molto modesta, che ha vissuto con le sue due prime mogli.

Al museo dell'apartheid

Se l'emozione provata in questo luogo è inevitabile, è ancora più interessante visitare il museo dell'apartheid tra Soweto e Johannesburg. Grande, ben fatto e ben spiegato, qui troverai numerosi video, registrazioni e fotografie dedicate al liberatore della nazione ai suoi compagni di lotta.

Non c'è modo migliore per concludere un'intera giornata dedicata a ripercorrere i passi di Nelson Mandela a Johannesburg.

David Debrincat
537 contributi
Aggiornato il 14 settembre 2015
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