Del VIAGGIO IN CAMBOGIA mi porto dentro una ricchezza inattesa: la bellezza dei luoghi, il calore degli amici con cui ho condiviso il viaggio e la scoperta di un mondo che, fino a ieri, conoscevo solo attraverso qualche documeILntario in TV.
Qui in Cambogia la natura è rigogliosa, quasi esuberante: frutti enormi raccolti in grappoli, distese di risaie di un verde intenso, fiori di loto che emergono dall'acqua, piantagioni di alberi della gomma che si susseguono all'infinito. E poi il Mekong, il grande fiume che sembra comparire ovunque, come una presenza silenziosa che accompagna la vita di tutti. Come faccio poi a dimenticare gli alberi che hanno 'inglobato' i templi nel sito archeologico di Angkor?...
La gente ti accoglie con una gentilezza antica, le mani giunte e un lieve inchino, un gesto semplice ma profondamente rispettoso. Qui convivono la venerazione per Buddha e i miti dell'induismo – Vishnu, Shiva, Ganesh, Garuda – in un intreccio armonioso di storie e simboli...E gli 'stupa' che raccolgono le ceneri di chi poteva permettersi monumenti sempre più alti, le pagode e i templi di Angkor Wat, ma anche tanti altri tesori meno noti e altrettanto affascinanti.
E naturalmente il movimento incessante della vita quotidiana: gli scooter carichi di intere famiglie, i tuc-tuc che sfrecciano ovunque. Una delle cose che più mi ha colpito però sono i bambini, i tanti bambini presenti ovunque: gli studenti più piccoli con i loro grembiulini bianco-azzurri, impegnati in certe ore della giornata a raccogliere i rifiuti e la plastica lungo le strade, in un gesto semplice ma straordinario di rispetto verso la comunità e l'ambiente. E poi gli studenti più grandi, seduti nell'ora di ricreazione nei cortili dell'Università, a parlare tra loro con un'intensità e una compostezza che sorprende.
Scene che in Italia, almeno ad Ancona non vedo quasi mai. Qui invece fanno parte del paesaggio quotidiano e raccontano un senso civico e un'educazione sociale che lascia davvero il segno.
Per finire...con noi c'è stato Setha, la nostra non giovanissima guida, 54 anni (ma qui tutti dimostrano venti anni di meno!): sensibile, preparata, capace di raccontare la storia del suo Paese con passione, anche se a volte gli incubi del periodo dei Khmer rossi tornano a bussare alla sua memoria. La sua testimonianza ci ricorda che la vita, nel bene e nel male, è fatta anche di questo: conoscere realtà diverse dalla nostra per comprendere di più, ...per imparare, per crescere.