Luoghi imperdibili e chicche nascoste: cosa vedere e cosa fare a Ouro Preto?
Ouro Preto fu l’antica capitale del Minas Gerais e il cuore della corsa all’oro che trasformò il Brasile nel XVIII secolo. Oggi il suo centro storico, riconosciuto dall’UNESCO, si scopre a piedi: preparati a un saliscendi faticoso ma ricco di soddisfazioni. Lungo i vicoli acciottolati incontrerai chiese e campanili, botteghe artigiane e palazzi con balconi in legno e ferro battuto, testimonianze dell’epoca d’oro della città. Abbiamo raccolto 9 proposte per scoprire cosa vedere e fare a Ouro Preto.
1. Ammirare la chiesa di São Francisco de Assis e il genio di Aleijadinho
La chiesa di São Francisco de Assis è uno dei capolavori dell’arte coloniale brasiliana, nato dall’incontro tra il genio di Aleijadinho e quello di Mestre Ataíde. Le linee curve disegnate da Aleijadinho fanno sembrare la facciata quasi morbida al tatto, mentre all’interno le dorature e il legno finemente intagliato catturano lo sguardo.
Alza gli occhi verso il soffitto: Mestre Ataíde dipinse colonne e architetture in trompe-l’œil, creando l’illusione che la navata si apra verso il cielo. Tra le nuvole appaiono la Vergine e gli angeli, raffigurati con tratti meticci e afro-brasiliani. L’insieme è uno dei massimi esempi del rococò mineiro.
2. Entrare nella Basilica di Nossa Senhora do Pilar, la più abbagliante
Una cascata d’oro: è questo che viene in mente appena si entra nella basilica, ricoperta di foglia d’oro fin dove arriva lo sguardo. In un attimo passi dalla semplicità dell’esterno allo splendore dell’interno, come se la città avesse scelto di nascondere la sua ricchezza agli occhi indiscreti. In questo scrigno dorato, fermati ad ascoltare i passi che echeggiano tra le colonne, e osserva i dipinti che raffigurano angeli paffuti. Al mattino, la luce che filtra dalle finestre, è più delicata e valorizza bene l’opulenza della chiesa.
3. Passeggiare nel centro storico e tra i suoi vicoli a saliscendi
Ouro Preto va percorsa a piedi, anche se i polpacci si fanno sentire. Ascolta il rumore dei passi sui ciottoli irregolari e prova a immaginare la vita quotidiana che si svolge dietro a qualche porta, da cui esce il profumo del caffè. Sali, scendi, sali ancora fino a una piazzetta, rinfrescati a una fontana e goditi uno scorcio panoramico. Ricorda di indossare scarpe comode, con una suona antiscivolo, specie se cammini dopo la pioggia.
4. Visitare il Museu da Inconfidência sulla Praça Tiradentes
Prima di entrare, osserva i due grandi edifici ai due lati della Praça Tiradentes: da una parte l’antico Palazzo dei Governatori, dall’altra la Casa de Câmara e Cadeia, oggi sede del Museu da Inconfidência. Nelle sale del museo, documenti, oggetti e opere d’arte ricostruiscono le tensioni che attraversavano il Minas Gerais alla fine del Settecento. Il Panteão dos Inconfidentes custodisce le spoglie di alcuni protagonisti della rivolta: una tappa preziosa per avere una visione d’insieme di Ouro Preto, al di là dello splendore delle sue chiese.
5. Scendere nell’antica Mina Du Veloso
L’ingresso della Mina Du Veloso si apre tra la vegetazione, poco lontano dal centro di Ouro Preto. Nelle gallerie, al seguito di una guida, ti accorgerai che la temperatura si fa più fredda e la luce naturale dell’esterno non si vede più. La corsa all’oro si mostra per quello che fu: una forma di schiavitù in cui schiavi africani scavavano nella roccia e lavoravano in ambienti dove mancava l’aria. Per la visita, indossa scarpe con una buona aderenza e una felpa leggera: sottoterra l’umidità si fa sentire.
6. Salire al Mirante do Morro São Sebastião
Dal Mirante do Morro São Sebastião, si riesce a vedere la struttura urbanistica di Ouro Preto, difficile da intuire mentre si cammina sui suoi vicoli. I tetti in terracotta seguono le curve delle colline e, qua e là, svettano i campanili di São Francisco de Assis, Nossa Senhora do Carmo e Nossa Senhora da Conceição. Più lontano si distingue anche il profilo del Pico do Itacolomi. La salita dal centro è ripida, ma si può raggiungere il belvedere anche in auto. Verso la fine del pomeriggio, la luce radente mette in risalto le facciate bianche e le irregolarità del rilievo.
7. Percorrere le strade del quartiere Antônio Dias
Antônio Dias è uno dei nuclei da cui nacque l’antica Vila Rica. Comincia la passeggiata dalla chiesa di Nossa Senhora da Conceição e continua lungo Rua Bernardo de Vasconcelos, dove potrai ammirare case coloniali, fontane e piccoli oratori. Nei pressi della Ponte dos Suspiros troverai la fontana Chafariz de Marília, costruita nel Settecento, che prende il nome in memoria della poetessa Marília de Dirceu. In questa parte di Ouro Preto le distanze sono brevi, ma tutte in salita: è inevitabile rallentare, ma almeno così si possono vedere bene portoni, balconi e cortili che altrimenti passerebbero inosservati.
8. Scoprire il Museu de Arte Sacra nella Basilica del Pilar
La visita alla Basilica di Nossa Senhora do Pilar continua sotto la sacrestia, nella cripta che ospita il Museu de Arte Sacra. Lo spazio venne ritrovato durante i lavori di restauro e si ritiene che in passato fosse una miniera d’oro. Nelle vetrine sono raccolti circa quattrocento oggetti datati tra il XVII e il XIX secolo: immagini sacre, ornamenti, documenti e persino alcuni abiti appartenuti agli abitanti dell’antica Vila Rica. Dopo l’opulenza dorata della chiesa, qui sono i particolari a trattenere lo sguardo e a raccontare come la religione accompagnasse la vita quotidiana della città.
9. Assaggiare la cucina mineira cotta sul fogão a lenha
Dopo avere affrontato le salite di Ouro Preto, cerca un ristorante dove le pentole siano ancora allineate sul fogão a lenha. Il pranzo mineiro si compone un poco alla volta: feijão tropeiro, frango con quiabo, farofa, verdure e riso da sistemare nello stesso piatto in base all’appetito. Lascia un po’ di spazio per la goiabada servita con formaggio, l’accostamento che in Brasile chiamano “Romeu e Julieta”, oppure per un cucchiaio di doce de leite. È una cucina sostanziosa, nata per essere condivisa e particolarmente gradita dopo una mattinata trascorsa a camminare sui ciottoli della città.
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