Pacchanta, ai piedi dell’Ausangate, è una località solo in apparenza aspra e inospitale: situata a oltre 4.300 metri di altitudine, è un buon campo base per raggiungere le cime della catena Vilcanota, ma ti accoglie e ti sorprende con i suoi laghi d’alta quota, i ghiacciai che scricchiolano in lontananza e le sorgenti termali da cui si sprigionano nuvole di vapore. Ecco cosa vedere e cosa fare, con calma e con la guida esperta delle agenzie locali che conoscono ogni sentiero.
1. Immergersi nelle sorgenti termali di Pacchanta
Il vero tesoro di Pacchanta sono le sue terme davanti a cui si apre la vista sui ghiacciai dell’Ausangate. L’acqua ha una temperatura compresa tra i 38 e i 40°C: mentre te ne stai immerso nelle vasche, il vento freddo ti pizzica le guance, un contrasto perfetto. All’alba, il vapore danza vicino alle piscine e le cime si tingono di rosa. Porta costume, asciugamano e sandali, e non avere fretta: abituati all’altitudine vivendo un momento indimenticabile.
2. Camminare fino ai laghi Qomercocha e Azulcocha
La camminata più bella della giornata è quella che porta alle lagune sopra il villaggio, su un sentiero ben definito, a volte fangoso dopo la pioggia. L’erba bassa lascia spazio alle tonalità minerali e l’acqua appare turchese o color acciaio a seconda del cielo. Gli alpaca, con il loro sguardo attento, non perdono di vista Qomercocha e Azulcocha, mentre in lontananza si sente il rimbombo del ghiacciaio. Parti presto, la luce è più tenue e piacevole.
3. Avventurarsi verso Jatun Puqaqocha
Gli escursionisti esperti, per uscire dai sentieri più battuti, raggiungono il lago Jatun Puqaqocha attraverso un cammino che si snoda fra massi, torbiere e piccoli fiori gialli aggrappati alle rocce fredde. Lassù, il vento ha l’odore di pietre umide e muschio, e la superficie dell’acqua si increspa come un tessuto. Con una guida locale impari a leggere il paesaggio e a rispettare le zone delicate.
4. Camminare ai piedi dell’Ausangate, la montagna sacra
L’Ausangate non è solo una meraviglia della natura, è un Apu, una montagna protettrice, venerata nella tradizione quechua. Anche senza fare il trekking completo, puoi camminare fino alle sue morene, sentire la temperatura che si abbassa e il rumore delle pietre sotto i passi. La vicinanza al ghiacciaio lascia senza fiato: luce azzurrina, schiocchi secchi, respiro corto. L’agenzia locale saprà modulare la distanza in base al tuo livello di acclimatazione.
5. Osservare i greggi di alpaca
Pacchanta è una terra di alpaca, e incontrarli fa parte dell’esperienza. Al mattino puoi incrociare le famiglie che conducono le greggi al pascolo, e sembrano quasi sagome colorate che si stagliano sull’ocra delle colline. Camminando lentamente, senti i suoni, lo sfregare della lana, i passi sull’erba morbida. Gli allevatori ti illustreranno le cure, la tosatura e l’importanza economica di questi animali.
6. Fotografare le luci del mattino tra vapore e vette
Gli scatti migliori sono quelli che puoi fare all’alba, quando la luce radente illumina i ghiacciai e il vapore delle terme si solleva come un velo. Esci prima di colazione, con la macchina fotografica pronta. Il freddo ti intorpidisce la mani e il respiro diventa visibile ma lo spettacolo vale la pena: rosa tenue, oro, poi bianco abbagliante. Anche con lo smartphone l’effetto è sorprendente se cerchi inquadrature basse, con le pietre in primo piano e le cime sullo sfondo.
7. Preparare il trekking dell’Ausangate o un itinerario alternativo verso la Montagna dai 7 colori
Pacchanta è un ottimo punto di partenza per un trekking più lungo, come quello dell’Ausangate, da fare in più giorni, o per una via meno battuta verso Vinicunca passando per la valle di Quesiuno. Il vantaggio è camminare di più e incontrare meno persone, scegliendo attentamente campeggi e comunità ad alta quota. Le agenzie locali si occupano della logistica, dei muli, dei pasti e soprattutto del ritmo giusto, per fare in modo che l’avventura resti un piacere, non una sfida estrema.
8. Acclimatarsi con calma e imparare a viaggiare a 4.300 metri
Per goderti Pacchanta devi rispettare l’altitudine. Cammina lentamente, bevi molto, evita l’alcol e programma un arrivo graduale da Cuzco, magari dopo una tappa nella Valle Sacra. Un’agenzia locale ti consiglierà l’abbigliamento a strati da portare, la protezione solare e gli orari, perché il meteo in montagna cambia rapidamente. Per viaggiare meglio dovrai rallentare e lasciarti ammaliare dal paesaggio.
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