Viaggio a Dyrhólaey

4.5
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Sulla scogliera battuta dal vento, un enorme arco di pietra sfida l'oceano in tempesta.

Visitare Dyrhólaey

Durante un viaggio nel sud dell’Islanda, non può mancare una tappa a Dyrhólaey. Questa penisola vulcanica, spazzata dai venti dell’Atlantico, offre un panorama spettacolare sulle spiagge di sabbia nera di Reynisfjara, sulle ripide scogliere e sull’arco naturale che si erge con fierezza sopra il mare. Lassù, il vento fischia nelle orecchie, le pulcinelle di mare nidificano tra le rocce e l’orizzonte sembra non finire mai. Dyrhólaey è quel mix immacolato di terra, mare e cielo tipico dell’Islanda selvaggia. Ti sveliamo quando andare, cosa non perdere e come arrivarci.

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Dyrhólaey: come arrivarci?

Dyrhólaey si trova sulla costa sud dell’Islanda, a circa 180 km da Reykjavik, vicino al villaggio di Vík, di fronte all’Atlantico e alle sue spiagge di origine vulcanica.

Dyrhólaey : quando partire ?

Il periodo migliore per visitare Dyrhólaey va da maggio a settembre: clima mite, accesso facile e presenza delle pulcinelle di mare. Per evitare l’affollamento, è meglio venire a giugno o a settembre.

Dyrhólaey: quanto restarci?

Prevedi di trascorrere mezza giornata per esplorare Dyrhólaey, le sue scogliere, il faro e per ammirare i panorami sulla costa sud.

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Cosa vedere e fare a Dyrhólaey?

1. Ammirare i panorami dal promontorio

Questo è uno dei punti panoramici più spettacolari dell’intera costa sud. Dalla cima di Dyrhólaey le scogliere precipitano a picco nell’Atlantico, le spiagge di sabbia nera si estendono all’infinito e, nelle giornate limpide, puoi scorgere il ghiacciaio Mýrdalsjökull da un lato e le punte di Reynisdrangar dall’altro. Il contrasto tra la roccia vulcanica scura, la schiuma bianca delle onde e il verde delle brughiere islandesi lascia senza fiato.

Fermati un attimo vicino al vecchio faro bianco, lascia che le raffiche ti sferzino il viso e respira l’aria salmastra carica di spruzzi marini. Qui la natura è selvaggia, maestosa, quasi sfacciata. Non sorprende che Dyrhólaey sia un simbolo del Sud dell’Islanda.

2. Osservare le pulcinelle di mare in estate

Tra maggio e agosto Dyrhólaey diventa un piccolo paradiso per gli appassionati di uccelli e fauna selvatica. Centinaia di pulcinelle di mare scelgono le sue scogliere ripide come nido e punto di decollo. Questi uccelli dal becco colorato e dal portamento buffo sono un’icona dell’Islanda e osservarli nel loro habitat naturale è un momento magico.

Prenditi il tempo per camminare silenziosamente lungo i sentieri, senza disturbarli. Vedrai le pulcinelle uscire dalle loro tane, tuffarsi nel vuoto o tornare con un pesce nel becco. Un’esperienza divertente e poetica, perfetta per incantare i bambini e commuovere gli adulti.

3. Contemplare l’arco di lava Dyrhólaey

È il simbolo del luogo. Un arco di pietra imponente, scolpito dalle onde in mare aperto, che un tempo i più audaci sorvolavano con piccoli velivoli. Questo monumento naturale dà il nome all’area: Dyrhólaey significa letteralmente “l’isola con la porta”. In piedi contro il vento, resti colpito dalla forza dell’oceano e dal lavoro dell’erosione.

Avvicinati con cautela al bordo per vedere le onde infrangersi rumorosamente contro la lava pietrificata. A volte un raggio di sole squarcia le nuvole e illumina l’arco come un gioiello. Una visione che resterà impressa nella memoria.

4. Scendere sulla spiaggia di Dyrhólaey

Con la bassa marea puoi raggiungere la spiaggia sul lato ovest, ai piedi delle scogliere. Attenzione: l’accesso è limitato in base alla stagione e alle condizioni meteo, per motivi di sicurezza da rispettare rigorosamente. Se però hai fortuna, sentirai un’incredibile sensazione di solitudine davanti all’immensità di questa spiaggia di sabbia nera, battuta dal vento.

È un luogo selvaggio, quasi soprannaturale. Ciottoli levigati, qualche pezzo di legno galleggiante sbiancato dal sale e il lontano richiamo degli uccelli. In alcuni punti, le formazioni rocciose sembrano opere d’arte naturali. Ti sembrerà di camminare su un altro pianeta.

5. Fotografare i contrasti naturali mozzafiato

Dyrhólaey è il paradiso per ogni appassionato di fotografia. Colori intensi, giochi di luce imprevedibili, texture vulcaniche: ogni istante qui regala un’atmosfera diversa, uno scatto da catturare.

L’alba tinge le nuvole di rosa e arancio, mentre il crepuscolo fa risplendere le scogliere di sfumature dorate. Stormi di uccelli, l’arco controluce o l’oceano impetuoso sono soggetti che non si trovano in nessun altro luogo al mondo. Non dimenticare le batterie e tieni gli occhi ben aperti.

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Dyrhólaey : Vedi i nostri itinerari

Dyrhólaey : informazioni pratiche

Da Reykjavik, ci vogliono circa 2 ore e 30 minuti in auto per raggiungere Dyrhólaey. Prendi la Strada 1 verso est in direzione di Vík, poi segui il cartello per Dyrhólaey poco prima di arrivare al villaggio. È consigliato un 4x4 per accedere al promontorio superiore, anche se la strada è ormai asfaltata.

L’accesso a Dyrhólaey è completamente gratuito. Non serve alcun biglietto, né per adulti né per bambini. Questo spettacolare promontorio a sud dell’Islanda, famoso per le sue scogliere vulcaniche e le pulcinelle di mare in estate, rimane accessibile a chi cerca panorami autentici e selvaggi.

Dyrhólaey è visitabile tutto l’anno, ma l’accesso al promontorio è vietato durante maggio e giugno per proteggere la nidificazione delle pulcinelle di mare. Gli orari variano leggermente in base al meteo e alla stagione. Ti consigliamo di visitarla di giorno, finché c’è luce naturale.

No, non si fa il bagno a Dyrhólaey. Anche se la lunga spiaggia di sabbia nera, battuta dal vento e dalle onde dell’Atlantico, può ammaliare, le correnti sono molto forti e pericolose. Qui l’oceano ruggente non perdona. Vieni piuttosto per lasciarti catturare dalla bellezza intensa del paesaggio, osservare le pulcinelle sulle scogliere o ammirare le colonne basaltiche scolpite dagli elementi.

A Dyrhólaey, il promontorio nero di basalto sfidato dai venti del Sud, la natura islandese regala uno spettacolo da guardare con gli occhi puntati all’insù. Tieni a portata di mano il binocolo per scorgere:

  • Le pulcinelle di mare, star indiscusse delle scogliere, riconoscibili dal becco colorato e dal passo goffo. Nidificano qui da maggio ad agosto.
  • Le sterne artiche, snelle e chiassose, sorvolano le brughiere tuffandosi a picco sui piccoli pesci.
  • I fulmari, cugini degli albatri, planano con grazia sopra le onde.
  • Gli edredoni, che si posano tra le rocce e galleggiano tranquille sulle fredde acque.

Sull’esposta penisola di Dyrhólaey, la vegetazione lotta per rimanere ben salda alle scogliere vulcaniche. Ecco alcuni tesori vegetali che puoi incontrare durante la visita, ricordando sempre di restare sui sentieri segnalati:

  • L’erioforo: i suoi pompon bianchi danzano al vento nelle zone umide.
  • La sassifraga a foglie opposte: una pennellata color porpora che spunta tra le crepe delle rocce come un saluto di primavera.
  • La camarinella nera: con le sue piccole bacche scure nel terreno coperto di muschi e licheni.
  • Il camedrio alpino: un fiore modesto e luminoso, simbolo della resilienza islandese.

Per dormire durante una tappa a Dyrhólaey, Vík è la scelta ideale: questo piccolo paese di lava nera si trova a una ventina di minuti d’auto e ospita diverse guesthouse familiari e hotel con vista sull’oceano. Se preferisci un’alternativa più tranquilla, vale la pena visitare anche Skógar a ovest, soprattutto se ami l’atmosfera rurale e i risvegli in tranquillità.

Sul posto, gli agenti locali Evaneos conoscono le migliori sistemazioni, dalla fattoria trasformata in lodge eco-friendly alla camera in casa gestita da una coppia di locali. Sono quei posti che trasformano una semplice tappa in un vero momento di incontro.

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