Pisac, un po’ di storia
Pisac racconta due storie: quella della grandezza degli Inca e dell’importanza della Valle Sacra, e quella del Perù successivo alla conquista spagnola. I terrazzamenti regolari che seguono le curve delle montagne dimostrano la grande capacità degli Inca di organizzare il territorio e di trovare ingegnose soluzioni per sfruttare l’ambiente che li circondava. Riuscivano così a coltivare pendii altrimenti inutilizzabili. Il sito di Pisac iniziò a svilupparsi nel XV secolo, all’epoca dell’imperatore Pachacútec. È plausibile che volesse controllare queste valli fertili e le vie che conducevano all’Amazzonia. Pisac si riempì quindi di abitazioni, ma anche di granai e postazioni difensive.
Il villaggio attuale, a fondovalle, nacque dopo l’arrivo degli spagnoli, che organizzavano la vita quotidiana intorno alla piazza del paese e la sua chiesa.
Cosa vedere a Pisac?
Esplorare il sito archeologico di Pisac, in bilico sopra la Valle Sacra
Aggrappato al fianco della montagna, tra i 3.300 e i 3.500 metri di altitudine a seconda delle zone, il sito archeologico di Pisac attira numerosi visitatori curiosi di capire meglio la vita ai tempi degli Inca. Dall’alto, si vedono bene le linee dei terrazzamenti agricoli che disegnano curve perfette sul pendio, come increspature nell’acqua. All’interno del complesso si riconoscono i settori cerimoniali, i granai, i canali, le porte trapezoidali e l’Intihuatana, una pietra rituale legata all’osservazione del sole.
L’ingresso è incluso nel Boleto Turístico del Cusco. Non avere fretta: è un luogo intenso che racconta una storia complessa. Vale la pena di farsi accompagnare da una guida che saprà spiegarti l’organizzazione agricola, spirituale e politica del mondo Inca.
Osservare le tombe scavate nella parete rocciosa
Sul versante opposto della gola, la parete rocciosa è punteggiata da centinaia di cavità scure. Sono ciò che resta di una delle più vaste necropoli inca conosciute: un insieme di sepolture ricavate nella roccia che, dai sentieri del sito archeologico, sembrano piccoli fori sospesi sopra la valle. È facile non accorgersi subito della loro natura; quando si comprende che l’intero fianco della montagna era uno spazio funerario, il paesaggio assume un significato diverso.
Molte tombe furono saccheggiate nel corso dei secoli e oggi non sono accessibili ai visitatori. Le informazioni disponibili non consentono di stabilire con certezza perché la necropoli sorgesse proprio su questo versante, ma la sua posizione mostra quanto architettura, paesaggio e pratiche funerarie fossero strettamente collegati. Osservarle da lontano, con l’aiuto di una guida, permette di riconoscere uno degli elementi che distinguono Pisac dagli altri siti della Valle Sacra.
Scendere a piedi fino al villaggio attraverso i terrazzamenti
Il sentiero che dal sito archeologico raggiunge il villaggio è lungo 9 chilometri e si insinua tra i terrazzamenti, passando accanto a muri inca perfettamente incastrati tra loro. Ogni curva apre un nuovo scorcio sulla valle dell’Urubamba. Ci vogliono scarpe comode e antiscivolo, attenzione e tempo: è una camminata che dura un’ora e mezza / due ore a seconda del tuo passo. È il modo migliore per vedere bene i terrazzamenti ed è anche una modalità sostenibile per visitare la zona.
Fare la spesa nel mercato di Pisac, in cerca di prodotti artigianali e locali
Il mercato di Pisac è uno dei più conosciuti della Valle Sacra, ma non per questo ha perso la sua identità ben riconoscibile. Sulle bancarelle trovi tessuti colorati, ceramiche, gioielli in argento, ma anche frutta, mais choclo, tipico prodotto andino dai chicchi grandi, erbe fresche e patate con forme e colori sorprendenti.
Il mercato artigianale si tiene ormai tutti i giorni, mentre il mercato agricolo tradizionale batte il pieno la domenica e, in misura minore, il martedì e il giovedì. Se vuoi fare acquisti responsabili, scegli pezzi di cui puoi identificare l’origine, prenditi il tempo per parlare con gli artigiani ed evita una contrattazione aggressiva. Non stai comprando solo un souvenir, ma il tempo, i gesti e la tradizione di chi l’ha prodotto.
Assaggiare le empanadas cotte nel forno a legna
A Pisac vale la pena fermarsi in uno degli hornos coloniales vicino alla piazza e assaggiare un’empanada appena sfornata. Cotta a legna nei tradizionali forni a cupola, ha un impasto leggermente dolce che contrasta con il ripieno saporito di formaggio e cipolla, talvolta arricchito con pomodoro. Calda, gonfia e dorata, è lo spuntino ideale per recuperare le energie dopo una camminata tra i sentieri in quota.
Scoprire il Parque de la Papa con le comunità locali
Sulle alture del distretto di Pisac, il Parque de la Papa permette di scoprire un altro volto della Valle Sacra, più rurale e più discreto. Su un’area che si estende per circa 9.000 ettari, dai 3.400 metri di altitudine in su, cinque comunità quechua coltivano più di un migliaio di varietà diverse di patate. L’impegno collettivo degli Amaru, dei Chahuaytire, dei Pampallacta, dei Paru Paru e dei Sacaca garantisce la conservazione di patate native, alcune delle quali fanno parte di un patrimonio agricolo precedente all’impero Inca. Non pensare alle classiche patate a pasta gialla: gli agricoltori ti faranno vedere quelle rosse, quelle un po’ viola e un po’ bianche, quelle che sembrano un geode di ametista. Ci sono quelle che si adattano ai suoli freddi dell’alta montagna, e quelle che preferiscono ambienti più miti. Ovviamente, ciascun tipo ha il suo sapore e si adatta a ricette diverse. Fermati a pranzo per provare preparazioni tipiche, tutte a base di “papas”. Una lezione di biodiversità che intreccia storia, geografia e cultura, all’interno di un progetto ideato e gestito dalle stesse comunità locali.
Un’idea per scoprire Pisac in modo diverso?
Per vedere Pisac con occhi diversi, non cedere subito alla tentazione delle bancarelle del mercato: per prima cosa, al mattino, sali al sito archeologico per vederlo all’apertura, quando la Valle Sacra emerge piano dall’ombra e l’aria è frizzante. Insieme a una guida locale, scendi poi verso il villaggio, percorrendo gli antichi sentieri che corrono accanto a muretti in pietra e da cui si vedono le nicchie funerarie scavate nel fianco della montagna. In alternativa, potresti spingerti fino al Parque de la Papa, un’area immensa dove le comunità quechua coltivano più di un migliaio di varietà di patate in uno sforzo per la conservazione e la comprensione delle patate andine. Chiedi consiglio al tuo esperto locale per trovare le attività migliori che ti permettano di avvicinarti di più alla cultura locale, seguendo il tuo ritmo e i tuoi desideri.
I nostri consigli per visitare bene Pisac
- Arriva presto, prima dei gruppi in partenza da Cusco. La luce sfiora i terrazzamenti inca, l’aria è fresca e puoi visitare il sito archeologico di Pisac in tutta calma.
- Per risparmiare le energie, sali alle rovine in taxi dal villaggio, poi scendi a piedi lungo i sentieri. La passeggiata dura un’ora e mezza / due ore e la vista sulla Valle Sacra è splendida.
- Ricorda di acquistare il Boleto Turístico del Cusco, indispensabile per entrare nel sito archeologico. Le agenzie locali Evaneos ti aiuteranno a inserire nel tuo itinerario altre mete incluse nel biglietto, per esempio Ollantaytambo e Chinchero, per sfruttarne al massimo la validità.
- Al mercato, porta con te soles in piccoli tagli. Prenditi il tempo per parlare con gli artigiani, senza mercanteggiare in modo aggressivo.
- Pisac si trova in quota: il villaggio è a quasi 3.000 metri, il sito tra i 3.300 e i 3.500 metri. Cammina lentamente, bevi molta acqua ed evita di riempire troppo la giornata se sei appena arrivato da Lima.
- Se possibile, dormi nella Valle Sacra invece di fare l’andata e ritorno da Cusco. Non dovrai correre e potrai apprezzare davvero il ritmo più rilassato e autentico di questi luoghi.


































































