Sacsayhuamán, un po’ di storia
In posizione sopraelevata rispetto a Cusco, Sacsayhuamán veglia ancora sull’antica capitale inca. A stupire sono i blocchi in pietra, monumentali, assemblati con una precisione che ha dell’incredibile: alcuni combaciano così perfettamente che ancora oggi, benché assemblati senza malta, non è possibile distinguere dove finisce uno e inizia l’altro. Ciò è tanto più impressionante se si pensa che i blocchi non hanno forme regolari e che, in alcuni casi, vennero trasportati da cave situate a diversi chilometri di distanza dal sito, sfruttando la forza dei muscoli e l’ingegno. Per avere un’idea delle dimensioni, alcuni massi più grandi superano i 9 metri di altezza e le 100 tonnellate.
La costruzione di Sacsayhuamán ebbe inizio durante il regno di Pachacútec nel XV secolo e venne completato poco prima dell’arrivo dei conquistadores. Aveva uno scopo cerimoniale ma anche militare e simbolico. Secondo un’interpretazione tradizionale, Sacsayhuamán avrebbe rappresentato la testa di un puma, mentre la pianta di Cusco ne avrebbe delineato il corpo. Le mura a zigzag pare evocassero i denti dell’animale.
Nel 1536 il sito divenne teatro di uno degli episodi decisivi dell’assedio di Cusco, guidato da Manco Inca contro gli spagnoli. Dopo la vittoria spagnola, molte pietre di Sacsayhuamán furono prelevate e riutilizzate negli edifici della città coloniale. Sebbene resti soltanto una parte del complesso originario, le mura visibili ancora oggi incutono soggezione e testimoniano l’abilità dei costruttori inca e la ricchezza della loro cultura.
Cosa vedere a Sacsayhuamán?
Ammirare le mura ciclopiche di Sacsayhuamán
La prima cosa da vedere a Sacsayhuamán sono le sue immense mura a zigzag, assemblate con una precisione che lascia senza parole. Alcuni blocchi superano le 100 tonnellate, eppure le giunture sono così sottili che quasi non si vedono: gli abili scalpellini inca hanno scolpito i massi in modo tale che aderissero perfettamente a quelli accanto.
Il valore e il significato di ogni pietra diventano chiari quando ad accompagnarti c’è una guida locale. Ti saprà spiegare il ruolo di Sacsayhuamán che non era solo una fortezza, ma anche un importante luogo cerimoniale della capitale inca. Puoi raggiungere il sito salendo a piedi da Cusco, attraversando il quartiere di San Cristóbal: una salita breve ma intensa, premiata dalla vista spettacolare sulle mura che si ergono sopra la città e dai tetti a perdita d’occhio della città stessa. Potrai poi scendere a piedi dal quartiere San Blas.
Salire al punto panoramico da cui si vede la città di Cusco
Dalle alture di Sacsayhuamán, la vista su Cusco è una delle più belle della città. I tetti di tegole rosse sembrano un mantello posato sulla valle, disposti tutti intorno alla Plaza de Armas. Tutto intorno, le colline andine chiudono l’orizzonte conferendogli sfumature color ocra, ma anche verdi e azzurre.
Vedere Cusco da Sacsayhuamán
Dalle alture di Sacsayhuamán, la vista su Cusco è una delle più belle della città. I tetti di tegole rosse sembrano un mantello posato sulla valle, disposti tutti intorno alla Plaza de Armas. Tutto intorno, le colline andine chiudono l’orizzonte conferendogli sfumature color ocra, ma anche verdi e azzurre.
Uno dei momenti più suggestivi è il tardo pomeriggio, quando la luce si fa più calda e allunga le ombre sui tetti di Cusco. I suoni che raggiungono Sacsayhuamán sono distanti, quasi ovattati: si sentono i cani che abbaiano in lontananza, le campane del centro storico, il vento che scivola sulle pietre. L’energia dell’antica capitale Inca si avverte in tutta la sua potenza.
Esplorare i resti di Muyuq Marka
Le mura ciclopiche attirano subito lo sguardo, ma nella parte alta di Sacsayhuamán si nasconde una struttura meno appariscente e altrettanto interessante. È Muyuq Marka (scritto anche Muyuqmarka o Muyucmarca): tre cerchi di pietra concentrici, collegati da muri radiali, disegnano sul terreno la base di quella che un tempo era una torre. Alcune canalizzazioni conducevano l’acqua verso il centro, un particolare che lascia aperte diverse interpretazioni sulla funzione rituale e idraulica dell’edificio. Durante la battaglia del 1536, invece, le torri di Sacsayhuamán ebbero anche un ruolo difensivo.
Di fronte a fondamenta così basse non è immediato immaginare l’aspetto originario della costruzione. Una guida locale può aiutarti a leggere la geometria dei resti e ricostruire il rapporto di Muyuq Marka con le altre torri del complesso.
Scivolare sulle rocce del Rodadero
Il bello del sito di Sacsayhuamán è che convivono dentro lo stesso complesso strutture dalla grande importanza spirituale e angoli dove la vita non ha mai smesso di scorrere, dove echeggiano le risate dei bambini di Cusco (e non solo). Nel settore di Suchuna si trova il Rodadero, uno degli angoli più sorprendenti di Sacsayhuamán: dei canali di roccia così lisci da poter essere percorsi come scivoli naturali, in una cornice monumentale e misteriosa.
Scoprire i passaggi rocciosi della Chincana Chica
Il termine quechua chincana, scritto anche chinkana, viene ricondotto al verbo chinkay, “perdersi” o “scomparire”. In effetti, prima di entrare nella Chincana Chica di Sacsayhuamán bisogna essere pronti a sparire in una breve cavità rocciosa e riemergere qualche metro più in là da un’apertura diversa.
Nel complesso si trova anche la cosiddetta Chincana Grande, non accessibile al pubblico per ragioni di sicurezza e tutela. Da secoli i racconti di Cusco la descrivono come l’ingresso di un passaggio diretto verso il centro della città e il Qorikancha e recenti prospezioni hanno individuato possibili percorsi sotterranei lungo questa direzione, ma restano ancora molti interrogativi.
La guida locale ti descriverà il passaggio, così potrai decidere se provare l’adrenalina della Chincana Chica, un’esperienza da evitare se soffri di claustrofobia. Ti racconterà inoltre gli aneddoti e le ipotesi che circondano la sua sorella maggiore, più estesa e ancora misteriosa.
Assistere all’Inti Raymi, se viaggi a giugno
Il 24 giugno, pochi giorni dopo il solstizio d’inverno australe, Sacsayhuamán diventa il grande teatro dell’Inti Raymi, la festa del Sole. In epoca inca questa celebrazione segnava un momento cruciale del calendario agricolo e religioso: durante i giorni più brevi dell’anno si rendeva omaggio a Inti, invocando il ritorno della luce e l’inizio di un nuovo ciclo.
Proibita nel 1572, la cerimonia scomparve dalle celebrazioni pubbliche e fu riproposta a Cusco nel 1944 come ricostruzione scenica. Oggi centinaia di interpreti, musicisti e danzatori in costumi d’epoca ripercorrono il rito in tre momenti: il saluto al Sole al Qorikancha, l’incontro nella Plaza de Armas e la rappresentazione principale sulla spianata di Sacsayhuamán.
L’Inti Raymi richiama ogni anno moltissimi visitatori, perciò è necessario organizzare la giornata con largo anticipo. Un’agenzia locale può occuparsi degli spostamenti e dei posti per la cerimonia principale, oltre ad aiutarti a comprenderne gesti, personaggi e significati. Se viaggi in Perù a giugno, preparati a una giornata affollata, ma anche a uno degli appuntamenti culturali più intensi di Cusco.
Un’idea per scoprire Sacsayhuamán in modo diverso?
Per fare un’esperienza diversa dalle solite a Sacsayhuamán, arriva all’apertura del sito, quando le pietre sembrano sprigionare la freschezza della notte e quando riesci a vedere Cusco che si sveglia più in basso. Seguire una guida locale, inoltre, ti permetterà di capire meglio l’organizzazione inca, di immaginare le cerimonie e di avventurarti su antichi cammini in sicurezza.
Potresti anche decidere di raggiungere a piedi il Tempio della Luna, un luogo meno frequentato all’interno del sito, scavato nella roccia del Huayna Picchu. Gli esperti locali Evaneos ti consiglieranno l’itinerario e gli orari migliori per evitare la folla e goderti la visita al massimo.
I nostri consigli per visitare Sacsayhuamán al meglio
- Concediti un po’ di tempo a Cusco per acclimatarti all’altitudine. Sacsayhuamán si trova a 3.700 m, e basta poco per rimanere senza fiato. Bevi molta acqua, cammina lentamente e rimanda gli sforzi più intensi.
- Entra nel sito la mattina presto o nel tardo pomeriggio. I gruppi sono meno numerosi e la luce si posa delicatamente su Cusco.
- Procurati il Boleto Turístico, necessario per entrare nel sito. Le nostre agenzie locali consigliano spesso di abbinarlo a Qenqo, Puca Pucara e Tambomachay per comprendere meglio l’insieme cerimoniale inca.
- Visita il sito con una guida locale. Senza racconto, Sacsayhuamán stupisce ma perde molto del suo fascino.
- Indossa scarpe comode, un cappello e una giacca leggera. Il sole è forte, il vento può sorprendere e i sentieri erbosi diventano scivolosi dopo la pioggia.
- Il 24 giugno, durante l’Inti Raymi, il sito ospita grandi celebrazioni, magnifiche ma molto frequentate. Gli accessi al sito possono subire modifiche.


























































