Tappe imperdibili e luoghi segreti: cosa vedere e fare a Ha Giang?
1. Completare l’Ha Giang Loop (con calma)
La vera attrazione è la strada: un nastro d’asfalto che sale, scende e si aggrappa ai fianchi delle montagne calcaree. In poche curve passi dalle risaie alle foreste di pini, fino a valli piegate come lenzuola. Metti in conto 4-6 giorni per abituarti davvero al ritmo del territorio: fermarsi per un caffè freddo, fare la spesa al mercato, ammirare la vista da un punto panoramico isolato…
Con un’agenzia locale, puoi scegliere un “easy rider” (autista-guida del posto che conduce la moto mentre tu ti godi il paesaggio) oppure puoi guidare tu, se hai esperienza. La sera ti aspetta una cena calda attorno a un brodo fumante, poi a letto presto. Domani ti aspetta un’altra giornata in montagna.
2. Ammirare il passo di Ma Pi Leng e il fiume Nho Que
Il grande colpo d’occhio di Ha Giang è Ma Pi Leng, un passo spettacolare dove la roccia sembra tagliata con il coltello, tra i 1.200 e i 1.400 metri di altitudine. Dall’alto, il fiume Nho Que disegna una linea color smeraldo in fondo a una gola vertiginosa, mentre l’aria fresca schiarisce i pensieri. Arriva presto, quando le nebbie si aprono piano e i bus di turisti non sono ancora arrivati.
Per scendere verso l’acqua, le possibilità cambiano in base alla stagione: si può passeggiare fino ai belvedere, percorrere i sentieri o navigare sul Nho Que. Il consiglio più utile? Porta una felpa leggera anche nella “stagione calda”: il vento del passo non dà tregua.
3. Camminare sullo Sky Path di Ma Pi Leng, lontano dalla folla
Per scoprire una Ha Giang più silenziosa e intima, lontana dai luoghi più fotografati, scegli lo Sky Path: 3 km di sentiero aggrappato alla Falesia Bianca, sospeso sul vuoto, con il canyon di Tu San e il Nho Que color smeraldo più in basso. Calcola 1 ora e mezza o 2 ore di cammino tra terra secca ed erbe alte, con panorami immensi sulle vette carsiche.
Il percorso esatto può variare. Ed è proprio qui che l’esperienza di una guida locale fa la differenza: sa dove l’accesso è sicuro, dove la luce cade meglio e quando tornare indietro se arriva la nebbia. Porta scarpe comode, acqua e parti al mattino presto.
4. Esplorare l’altopiano carsico di Đồng Văn e il suo centro storico
Il cuore minerale della regione è il geoparco di Đồng Văn: un mondo di pietra, muretti e campi strappati alla roccia, riconosciuto dall’UNESCO. Nella cittadina, il centro storico svela case del XIX secolo, facciate segnate dal tempo, profumi di griglie e tè caldo. La sera ci si sposta a piedi, con quella sensazione di essere lontano da tutto, davvero lontano. Se capiti qui di domenica, il mercato è un appuntamento immancabile per le minoranze dei dintorni.
Di giorno, lasciati guidare lungo le strade secondarie che portano ai villaggi più remoti. L’idea non è entrare ovunque, ma osservare con rispetto e scambiare qualche parola quando vieni invitato a farlo.
5. Passeggiare presto al mercato settimanale di Mèo Vạc
La scena più vivace è il mercato di Mèo Vạc: ogni domenica le valli sono in fermento. Tra le 7 e le 8, le bancarelle si illuminano con tessuti colorati; Hmong, Dao e Lo Lo si incontrano, trattano, mangiano insieme da una ciotola fumante. Si viene per comprare, vendere, ritrovare parenti e amici.
Arriva presto, cammina con discrezione e chiedi sempre il permesso prima di fotografare. Una guida locale può aiutarti a capire ciò che vedi (prodotti, abiti, abitudini) e a trovare una colazione sul posto: focaccine calde, zuppa profumata, erbe fresche. Una lezione di Vietnam, senza messa in scena.
6. Fermarsi nella valle di Du Gia, tra acqua limpida e risaie
Il luogo che calma tutto è Du Gia, una valle verde dove il respiro si placa, in modo naturale. La strada scende tra montagne calcaree e risaie terrazzate, in contrasto con i paesaggi più rocciosi del resto dell’anello. Fermati una o due notti per camminare tra i campi, ascoltare il gallo, l’acqua che scorre, le voci della cena.
5 chilometri più in là, puoi fare un bagno sotto a una cascata. Dormi presso una famiglia Tay, in una casa su palafitte, e mangia con loro piatti a base di prodotti dell’orto.
7. Attraversare i villaggi di Nam Dam e dormire in una casa su palafitte
Puoi fare un’esperienza di ecoturismo a Nam Dam, vicino a Quan Ba: un villaggio Dao, circondato da risaie e montagne. Le case sono in terra cruda, fresche d’estate e calde d’inverno. Le serate hanno un calore particolare: si mangia insieme, si beve un tè senza troppe cerimonie e ci si gode la notte che scende piano sulle colline.
Di giorno, brevi passeggiate conducono a punti panoramici e frazioni dove osservi scene di vita quotidiana: mais messo a seccare, orti curati, bambini che tornano da scuola... Ascolta i consigli della tua guida locale per farti accogliere senza essere invadente e scegli quegli alloggi che sostengono davvero l’economia del territorio.
8. Salire al punto panoramico di Lung Cu, all’estremo nord del Vietnam
Il simbolo della “fine della strada” è Lung Cu, il punto più settentrionale del Vietnam, con la sua bandiera di 54 m² issata a 1.700 metri. Servono 389 gradini per raggiungere la cima, ma da lassù abbracci con lo sguardo le valli, il confine e, nelle giornate limpide, le montagne cinesi. Un momento semplice, ma destinato a restare a lungo nella memoria.
Vieni al mattino presto, per la luce e la quiete. E soprattutto, non ripartire subito: vale la pena raggiungere i villaggi Lo Lo e Hmong dei dintorni, spesso ignorati. L’andatura è lenta, su strade quasi vuote, con l’odore della terra calda e del mais grigliato.
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