Luoghi imperdibili e meno conosciuti: cosa vedere e cosa fare a Rio de Janeiro?
1. Salire al Corcovado per vedere la baia di Guanabara ai piedi del Cristo Redentore
Il primo assaggio di Rio de Janeiro lo puoi avere da qui, dalla cima del monte Corcovado. Il tram arranca in salita mentre sferraglia tra le fronde della foresta di Tijuca, e il tuo sguardo viene catturato dall’immensità del verde che si apre alle spalle del monte, verso l’entroterra.
Quando alla fine sali i gradini del Cristo Redentore e raggiungi il balcone panoramico, davanti a te compare molto più dell’insenatura di Botafogo. Ci sono tutti i simboli di Rio che speri di vedere: il Pan di Zucchero, fiero all’imboccatura della baia, e dietro i rilievi di Niterói, che da quassù sembrano quasi soffici. C’è il Morro Dois Irmãos e c’è il quartiere di Lagoa, raccolto intorno allo specchio d’acqua della laguna Rodrigo de Freitas. Ci sono gli aerei che decollano dall’aeroporto Santos Dumont e le barche ormeggiate nella baia. Sotto di te, i palazzi compongono un fitto disegno, che non riesce però a cancellare la vegetazione che occupa ogni centimetro libero, ovunque posi lo sguardo.
La tua agenzia locale ti suggerirà l’orario migliore per evitare il picco di affluenze. Al mattino, il sole si alza di fronte al Corcovado, dietro alla cittadina di Niterói, dall’altro lato della baia.
2. Prendere la funivia per salire sul Pan di Zucchero
Dopo aver visto la baia dal Corcovado, raggiungi un altro punto panoramico mozzafiato: la cima del Pan di Zucchero, o Pão de Açúcar, sempre sulla baia di Guanabara, all’uscita dell’insenatura di Botafogo. Da quassù lo sguardo passa dall’oceano aperto ai quartieri di Flamengo e Botafogo, fino alle colline che circondano la città. Se sali a fine giornata, vedrai il Cristo Redentore che si staglia in controluce, una sagoma nera che sembra una croce, mentre il cielo assume sfumature arancioni e lilla, prima che cali la notte.
La funivia parte dalla Praia Vermelha, una piccola baia ai piedi dei monoliti granitici. La prima fermata è il Morro da Urca, un altro belvedere suggestivo perché il Pan di Zucchero si mostra sotto un’altra prospettiva: sembra quasi di poterlo toccare allungando la mano. Dopo essere ridisceso a Praia Vermelha, raggiungi a piedi il lungomare di Urca. Alle tue spalle ci saranno il Morro e il Pan di Zucchero, e davanti a te le acque della baia. A fine giornata, da qui si gode di un bellissimo panorama, e potrai scattare foto suggestive e insolite del Cristo Redentore.
3. Scegliere il “posto” migliore, tra Copacabana e Ipanema
Da una parte si susseguono i palazzi e i grandi viali percorsi dalle auto; accanto, sul lungomare, sfrecciano biciclette e pattinatori provetti. Dall’altra si distendono le spiagge di Copacabana e Ipanema, che si incontrano nella zona dell’Arpoador, tra il forte e il promontorio roccioso.
Lungo la sabbia, le torrette numerate dei bagnini hanno finito per dare un nome e un carattere ai diversi tratti di arenile. Intorno al Posto 4 di Copacabana è facile imbattersi in una partita di futevôlei, anche se questo sport è praticato praticamente ovunque sul litorale. Verso il Posto 6 il mare è spesso più riparato; al Posto 7, davanti all’Arpoador, sono invece i surfisti ad aspettare l’onda giusta. Proseguendo oltre Ipanema, vicino al Posto 12 di Leblon, il “Baixo Bebê” è uno dei punti preferiti dalle famiglie con bambini.
Puoi camminare sulla sabbia oppure seguire il lungomare. A Copacabana avrai sotto i piedi le celebri onde bianche e nere del mosaico portoghese; a Ipanema il disegno cambia, ma resta l’inconfondibile contrasto tra le pietre chiare e quelle scure.
4. Fare trekking nel parco nazionale di Tijuca, la giungla nel cuore della città
La foresta di Tijuca è un vero prodigio, un’area verde immensa e densa che si estende anche all’interno di una megalopoli come Rio de Janeiro. Questo parco urbano tra i più grandi al mondo è il paradiso degli amanti del trekking, che si possono allontanare dai rumori della città per percorrere i sentieri in mezzo a liane e felci giganti. Gli escursionisti più allenati, e con il pallino delle esperienze adrenaliniche, vengono a Tijuca per salire sulla pedra da Gavea, un monolite roccioso da cui si gode della vista più spettacolare su Rio: il Morro Dois Irmãos, da quest’altezza, sembra minuscolo. La salita è impegnativa e per arrivare in cima bisogna affrontare un tratto esposto e molto ripido, in cui aiutarsi anche con le mani: chiedi al tuo agente locale di indicarti una brava guida esperta.
5. Esplorare Santa Teresa, tra atelier e vicoli in salita
Santa Teresa mostra un volto rétro e creativo di Rio de Janeiro. Puoi iniziare dalla Escadaria Selarón, la scalinata rivestita di piastrelle provenienti da tutto il mondo che sale da Lapa verso il quartiere, oppure prendere il caratteristico tram giallo. Dopo essere passato sugli Arcos da Lapa, il convoglio si arrampica tra curve, case storiche e scorci sulla baia che compaiono all’improvviso tra i palazzi.
Il cuore del quartiere è il Largo dos Guimarães, intorno al quale si concentrano locali, botteghe e atelier. Poco distante, dal Parque das Ruínas lo sguardo torna ad aprirsi sui tetti e sul centro di Rio. Chiedi al tuo agente locale di indicarti i laboratori e gli indirizzi più interessanti del momento.
6. Ammirare la scalinata Selarón, il mosaico di piastrelle tra Lapa e Santa Teresa
Un tripudio di rosso, giallo, verde e blu: a un primo sguardo, la Scalinata Selarón è colore allo stato puro, saturo, acceso, energizzante. Ma a guardar meglio, si nota che ogni sfumatura è una piastrella, e ogni piastrella ha una provenienza diversa dalle altre. Tutte hanno qualcosa da raccontare.
All’origine di questa opera d’arte contemporanea vi è l’artista cileno Jorge Selarón, che viveva proprio a ridosso di questa scalinata. Stufo di vederla in uno stato malconcio e trasandato, decise di decorarla con piastrelle colorate, inizialmente privilegiando i colori della bandiera brasiliana, verde, giallo e blu. Col passare del tempo divenne una passione, o forse proprio lo scopo della sua vita: recuperava i materiali per le strade e nei cantieri di Rio e vendeva i propri dipinti per finanziare il lavoro. Quando la scalinata cominciò ad attirare visitatori, furono loro a portargli nuove piastrelle dai rispettivi Paesi.
Selarón continuò per oltre vent’anni a sostituire e aggiungere tessere, trasformando i 215 gradini in un’opera in costante evoluzione. Il mosaico, lungo circa 125 metri, resta oggi uno dei simboli più riconoscibili del passaggio tra Lapa e Santa Teresa.
7. Visitare il centro storico, tra Confeitaria Colombo e Praça XV
Il centro storico mostra una Rio molto diversa da quella delle spiagge. Ne è la prova la Confeitaria Colombo, aperta nel 1894: nel grande salone, gli specchi di cristallo belga riflettono all’infinito l’immagine delle vetrine, dei mobili in legno e del lucernario in vetro colorato. Concediti un caffè e un “brigadeiro”, un dolcetto che troverai ovunque in Brasile ma vale la pena provarlo in questa cornice monumentale.
Per conoscere la Rio storica e meno mondana, raggiungi Praça XV. Intorno alla piazza si concentrano edifici che raccontano il passato coloniale e imperiale della città. Il Paço Imperial accolse la corte portoghese dopo il suo arrivo in Brasile nel 1808; poco distante, l’Arco do Teles conduce in un intreccio di vicoli, chiese e locali ricavati nelle costruzioni storiche. Una guida locale può aiutarti a collegare questi luoghi agli avvenimenti che hanno trasformato Rio, scegliendo il percorso in base agli edifici aperti e al tuo passo.
8. Immergersi nell’atmosfera di Pedra do Sal, luogo simbolo del samba
Pedra do Sal si trova nel quartiere di Saúde, nella zona portuale conosciuta come “Pequena África” per il ruolo avuto nella storia della popolazione afro-brasiliana di Rio. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, intorno a questa roccia si incontravano lavoratori del porto, musicisti e famiglie arrivate soprattutto da Bahia. Proprio qui sembra che sia cominciata quella sperimentazione musicale che ha poi dato vita al samba carioca.
Nelle serate di “roda”, musicisti e pubblico quasi si confondono: le percussioni fanno vibrare la cassa toracica, le voci si rincorrono e la musica si diffonde in tutta la piazza. Pedra do Sal resta però anche un luogo di memoria, dove ricordare il lavoro degli schiavi africani che scaricavano il salgemma dalle navi.
9. Scoprire il Museu do Amanhã e passeggiare intorno a Praça Mauá
Affacciato sulla baia di Guanabara, il Museu do Amanhã è uno dei simboli della trasformazione della zona portuale di Rio. L’edificio progettato dall’architetto Santiago Calatrava sembra protendersi sull’acqua, ma la sua costruzione futuristica non è il suo unico punto di forza, anzi. Le immagini, i dati e le installazioni interattive che ne compongono la collezione mettono in relazione ambiente, società e tecnologia: un invito a riflettere sulle conseguenze delle scelte compiute oggi sul nostro avvenire.
L’allestimento principale segue un percorso che parte dal cosmo, attraversa la storia della Terra e dell’umanità e arriva ai futuri possibili, mettendo l’accento sull’importanza della sostenibilità. Terminata la visita, continua lungo il Boulevard Olímpico fino al murale “Etnias” di Eduardo Kobra. Tra vecchi magazzini portuali, nuove architetture e opere di arte urbana, questo tratto di Rio racconta una città ancora impegnata a ricostruire il proprio rapporto con il mare.
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