I tunnel di Cu Chi, un po’ di storia
All’inizio ti sembrerà di camminare su della banalissima terra rossa, sotto il caldo umido nei dintorni di Ho Chi Minh. Poi però un dettaglio catturerà la tua attenzione: una piccola botola, quasi invisibile sotto le foglie, da cui si accede ai tunnel di Củ Chi, una vasta rete di cunicoli sotterranei scavati a colpi di zappe. Inizialmente costruiti per resistere ai francesi, sono stati poi ampliati durante la guerra del Vietnam per muoversi, nascondersi e sopravvivere.
Sotto terra c’erano dormitori, infermerie, laboratori, sale riunioni e persino un teatro. Il fumo delle cucine veniva sapientemente condotto a centinaia di metri di distanza per uscire all’aria aperta dove poteva mescolarsi alla nebbia, senza destare sospetti. Tutto era pensato per resistere, nonostante i bombardamenti. Una testimonianza impressionante di ciò che significa resistere.
Cosa vedere nei tunnel di Cu Chi?
Visitare i tunnel di Củ Chi è molto di più di una semplice “gita”. Ci si allontana da Ho Chi Minh per scendere sottoterra e provare a orientarsi in un labirinto che dà l’idea di come interi villaggi abbiano potuto combattere e sopravvivere sotto le bombe. Sul posto ci sono due siti: Bến Đình, più accessibile e frequentato, e Bến Dược, più vasto e più autentico, preferito dalle nostre agenzie locali per chi vuole evitare la folla. Ecco cosa vedere e fare, tra tappe classiche e meno frequentate.
Scendere in un tratto di tunnel (versione breve o più impegnativa)
L’esperienza da non perdere è strisciare in un pezzo di tunnel riadattato per i visitatori. Le pareti di argilla sfiorano le spalle, l’aria diventa densa e poche decine di metri bastano a capire che questo posto non è per niente confortevole.
Puoi scegliere la difficoltà: alcuni tratti sono corti e illuminati, altri più lunghi e impegnativi. Le uscite di emergenza posizionate ogni 10-20 metri permettono di tornare indietro in qualsiasi momento. Se sei claustrofobico, questa esperienza non fa per te altrimenti vieni al mattino, così eviti caldo e affollamento.
Osservare le entrate camuffate e le trappole per capire la logica del territorio
Ciò che resta più impresso sono soprattutto gli accessi invisibili: sportelli perfettamente mascherati nel terreno, nascosti sotto foglie, alcuni mimetizzati in stalle o case contadine. Ti verrà spiegato come si chiudevano senza fare rumore, in che modo la ventilazione venisse mascherata dai termitai, perché la foresta era una vera alleata.
La parte sulle trappole (buchi coperti di bambù avvelenati, trappole a molla…) merita una riflessione. Non è utile per spaventare, ma per far capire l’asimmetria del conflitto e cosa significasse “sopravvivere” qui. Una brava guida locale saprà collegare ogni dettaglio a una precisa strategia del territorio.
Visitare gli spazi di vita ricostruiti: cucina, infermeria, laboratori
Sotto terra, non c’era solo un reticolo di gallerie, ma una vita organizzata, collettiva, tenace. Vedrai spazi ricostruiti (cucina Hoàng Cầm, infermeria, laboratorio, sala riunioni) che raccontano la disciplina di una comunità in cui anche il più piccolo pennacchio di fumo poteva tradire una presenza.
Il momento più emozionante è la dimostrazione attorno alla stufa Hoàng Cầm: come cucinare senza farsi scoprire, come disperdere il fumo a cento metri di distanza. Semplice e toccante. La visita si conclude spesso con una ciotola di manioca e taro, esattamente ciò che mangiavano i combattenti. Una storia raccontata a misura d’uomo.
Assaggiare la manioca (khoai mì) e il tè
Degustare la manioca, servita calda con sale, sesamo e arachidi tritate, dice più sulla guerra di tanti discorsi. La sua texture farinosa, il sapore dolce, il calore tra le mani: è uno degli alimenti che permesso il sostentamento di intere comunità. Non è gastronomia, ma un assaggio di sopravvivenza quotidiana.
Accompagnato da un tè leggero, questo momento di calma ti permette di riprendere fiato tra un’emozione e l’altra. Attorno a un tavolo di legno, il tempo cambia velocità. Capisci meglio cosa voleva dire “resistere”.
Scegliere il sito giusto: Bến Dược per una visita più tranquilla, Bến Đình per l’accesso facile
Pochi lo sanno, ma esistono due aree principali, con atmosfere molto diverse. Bến Đình è la più visitata, ben segnalata e comodamente raggiungibile dalla città: l’ideale se hai poco tempo. Bến Dược, è più grande e meno turistica, ed è frequentata soprattutto dai vietnamiti; qui si respira più foresta e memoria, meno itinerario turistico.
Con un’agenzia locale puoi organizzare gli orari, evitare i gruppi numerosi e aggiungere qualche tappa anche nella campagna circostante. È qui che l’esperienza diventa davvero coinvolgente.
Esplorare i dintorni con calma: risaie, pagode, mercati, invece di fare tutto in mezza giornata
La visita dei tunnel si sposa bene con un giro nella campagna di Củ Chi: verde, umida, attraversata da profumi di terra e fumo di cucina. In bici o su strade secondarie passi accanto a risaie e frutteti, ma anche piccoli laboratori familiari, pagode e mercati di quartiere. Un modo autentico per scoprire l’altro volto del distretto: vivo, quotidiano, sereno.
Meglio concedersi tutta la giornata, invece di fare una toccata e fuga. Potrai concentrarti sul luogo e le sue persone, oggi come ieri.
Un’idea per scoprire i tunnel di Cu Chi in modo diverso?
Per un’esperienza diversa nei tunnel di Củ Chi, cerca di venire presto al mattino nei giorni feriali, all’apertura. L’aria è fresca, il canto degli uccelli copre i rumori della strada e puoi prenderti il tempo di scoprire tranelli, uscite e la vita sotterranea senza la confusione. Chiedi alla guida di farti vedere Bến Dược invece di Bến Đình: un sito più lontano, meno affollato e più esteso (sono necessari addirittura dei piccoli veicoli elettrici tra i sentieri). La visita diventa molto più arricchente se la guida collega ogni dettaglio al contesto storico, con aneddoti coinvolgenti.
I nostri consigli per visitare al meglio i tunnel di Cu Chi
- Parti presto da Ho Chi Minh, per arrivare all’apertura durante la settimana. L’atmosfera è più tranquilla, le spiegazioni della guida più efficaci, eviterai caldo e gruppi di turisti.
- Scegli una visita con guida in italiano o in inglese e chiedi di illustrarti il contesto storico, non solo il percorso segnato. Capirai come funzionava il sistema dei tunnel, gli ingressi nascosti, la strategia di sopravvivenza dietro ogni dettaglio.
- Vesti leggero ma ben coperto, le scarpe chiuse sono obbligatorie. Nei tunnel l’aria è pesante, il terreno polveroso e alcuni passaggi stretti. Se soffri di claustrofobia, segnalalo alla guida: ti suggerirà brevi tratti più adatti.
- Sul posto puoi scegliere di fare anche tiro al poligono: valuta se fa per te. I nostri partner consigliano piuttosto di abbinare la visita a un pasto o a una passeggiata nella campagna vicina, per portare a casa un’esperienza più ricca e silenziosa.









































































